Quando ci lasciavamo non ci pareva di separarci, ma di andare ad attenderci altrove.- Cesare Pavese
Quando ci lasciavamo non ci pareva di separarci, ma di andare ad attenderci altrove.
Non è bello esser bambini: è bello da anziani pensare a quando eravamo bambini.
A che serve passare dei giorni se non si ricordano?
Aspettare è ancora un'occupazione. È non aspettare niente che è terribile.
Immortale è chi accetta l'istante. Chi non conosce più un domani.
È religione anche non credere in niente.
L'amore è un potere attivo dell'uomo; un potere che annulla le pareti che lo separano dai suoi simili, che gli fa superare il senso d'isolamento e di separazione, e tuttavia gli permette di essere sé stesso e di conservare la propria integrità.
La virtù non può separarsi dalla realtà senza diventare un principio di male.
Sento già il dolore della separazione dall'amico che non ho ancora visto.
Non esiste separazione definitiva fino a quando c'è il ricordo.
Io mi dico: è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati.
La morte, come mi sembra, altro non è che la separazione di due cose, l'anima e il corpo, l'una dall'altra.
Non si ama senza la volontà, la quale passa attraverso la coscienza; è la coscienza della separazione consentita che ci conduce al distacco dalle cose, che ci riconduce all'unità di Dio.
Le persone che si amano possono essere separate dalle circostanze della vita ma, anche se solo in sogno, la notte appartiene a loro.
In un attimo capii che cosa è la vita; fino allora non l'avevo vista così triste, ma ora mi apparve in tutta la sua realtà, vidi che era soltanto sofferenza e separazione continua.
È sempre doloroso separarsi dalle persone che si conoscono da poco. Si può sopportare l'assenza di vecchi amici con animo sereno. Ma perfino una momentanea separazione da qualcuno a cui si è appena stati presentati risulta quasi insopportabile.