Può capitare di vivere senza "esistere".- Dacia Maraini
Può capitare di vivere senza "esistere".
Credersi superiori è da piccini di mente. Siamo un granuccio di vita in un universo vorticante che precipita vertiginosamente verso chissà dove.
Nella sciattezza linguistica in cui viviamo c'è bisogno della poesia, che ha la funzione di avvicinarsi all'assoluto. In questo mercato generale delle parole, la parola poetica diventa un assoluto.
Mentre all'uomo si chiede di parlare secondo competenza e talento, alla donna si chiede di parlare con il corpo.
Dopo millenni di odi e di guerre per lo meno dovremmo avere imparato questo: che il dolore non ha bandiera.
Il tempo è una scusa. Quando si ama una cosa il tempo lo si trova.
La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli.
Per poter ben morire bisogna avere imparato a ben vivere.
Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere.
Non era triste che la maggior parte delle persone si dovesse ammalare per rendersi conto che è bello vivere?
Bisogna vivere come si pensa, altrimenti, prima o poi, si finisce col pensare come si è vissuto.
Viviamo nella paura, ed è così che non viviamo.
Vivere con immensa e superba imperturbabilità, sempre al di là.
Vivere è verificare.
È meglio morire in piedi che vivere in ginocchio!
Quello che mi interessa è solo vivere, capito cosa voglio dire? Pensare positivamente, puro e chiaro. E potrò camminare sempre a testa alta e fare le cose liberamente.