La vendetta è il territorio infinito delle conseguenze indesiderate.- Daniel Pennac
La vendetta è il territorio infinito delle conseguenze indesiderate.
La città è il cibo preferito dei cani.
Si fotte al passato o al futuro, si commemora o si costruisce, ci si perpetua o ci si moltiplica, ma nessuno si occupa di se stesso.
L'insonnia è un'illusione da sfaticati, si dorme sempre più di quanto non si creda, nella vita.
Quando la vita è quello che è, il romanzo ha il dovere di essere quello che vuole.
Innanzitutto quando si è un randagio, non si fanno tante storie!
Nella danza delle vendette è più facile subire che condurre il gioco.
Una piccola vendetta è più umana di nessuna vendetta.
Non ci si vendica mai bene ricorrendo al male.
Scopri chi sono, poi insieme mettiamo loro un bel sacco sulla testa, li leghiamo per bene, li portiamo al centro del deserto, li spogliamo nudi, e li seppelliamo fino al collo in un formicaio di formiche rosse. Era in un vecchio western.
È dubbio se gli oppressi abbiano mai lottato per la libertà. Essi lottano per l'orgoglio e il potere - potere di opprimere gli altri. Gli oppressi vogliono soprattutto imitare i loro oppressori; vogliono vendicarsi.
Tu conti sul vendicatore alato per liberarti dal male. Non è così, amico mio?
Io credo che faccia parte del sapere il volersi rendere manifesto e non contentarsi di un'esistenza nascosta. Il sapere muto mi pare pericoloso, perché, ammutolendo sempre più, finisce per diventare un sapere segreto che poi deve vendicarsi della propria segretezza.
Ci si riunisce in gruppi, perché l'obbedienza permette di fare tutto quello di cui per convinzione propria non si sarebbe più capaci, e l'inimicizia di quei gruppi dona agli uomini la sempre operante reciprocità della vendetta, mentre l'amore ben presto si addormenterebbe.
Il gesto - il gesto - non dev'essere una vendetta. Dev'essere una calma e stanca rinuncia, una chiusa di conti, un fatto privato e ritmico. L'ultima battuta.
La vendetta procede sempre dalla debolezza dell'animo, che non è capace di sopportar le ingiurie.