La vendetta è il territorio infinito delle conseguenze indesiderate.- Daniel Pennac
La vendetta è il territorio infinito delle conseguenze indesiderate.
Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere.
Quando la vita è quello che è, il romanzo ha il dovere di essere quello che vuole.
Gli stronzi rinsaviscono giusto il tempo che dura la paura.
L'uomo costruisce case perché è vivo, ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo.
La vita è un perenne ostacolo alla lettura.
Vendicarsi di un nemico è ricominciare un'altra vita.
Il miglior modo di vendicarsi d'una ingiuria è il non rassomigliare a chi l'ha fatta.
Sapete cosa è successo, si sa, nel 1938: la Francia e l'Inghilterra vendettero la Cecoslovacchia a Hitler.
"Occhio per occhio, dente per dente" è anche una buona ricetta per sfornare un mondo di ciechi e sdentati.
Sono la vendetta sghignazzante di Jack.
L'aforisma è genio e vendetta e anche una sottile resa alla realtà biblica.
Nella vendetta l'essere umano si abbassa al livello del proprio nemico, mentre nel perdono mostra saggezza e intelligenza.
La vendetta è volgare come il rancore.
La vendetta trionfa sulla morte, l'amore l'ignora, l'onore aspira ad essa, il dolore le si protende, la paura l'anticipa.
Voi uomini pensate solo alla vendetta, all'onore, a mostrare il vostro valore di guerrieri, ma questo non fa che perpetuare gli odi, rinvigorire i rancori. Voi inseguite la gloria, noi piangiamo i nostri figli, i nostri fratelli, i nostri padri e mariti.