La vendetta è il piacere abietto di una mente abietta.- Decimo Giunio Giovenale
La vendetta è il piacere abietto di una mente abietta.
Nel suo castello maledetto nessun signore ha mai castrato ragazzi brutti. Adolescenti storpi e scofolosi, gobbuti dietro e davanti Nerone non li rapisce.
Felice è solo colui che non desidera nulla.
Nessun colpevole può essere assolto dal tribunale della sua coscienza.
Quello di essere poveri e di voler vivere da ricchi è un vizio molto diffuso.
A Roma tutto ha un prezzo.
Ecco un grande imbecille al quale vien tolta la sua bella di sotto al naso, e si contenta di piangere e di lamentarsi come un ragazzo: nonostante abbia occhi fulminanti come gli spagnoli, i siciliani e i calabresi, i quali sanno vendicarsi così bene.
Se fossi in te vorrei vendicarmi. Gli darei la caccia...
La giustizia non è equità, è vendetta e castigo.
Vendetta e passione. Due delle vostre favorite.
Per il che si ha a notare che li uomini si debbono o vezzeggiare o spegnere; perché si vendicano delle leggieri offese, delle gravi non possono; sì che l'offesa che si fa all'uomo debba essere in modo che la non tema la vendetta.
L'animo umano non appare mai così forte e nobile come quando rinuncia alla vendetta e osa perdonare un torto.
Quando le nostre coscienze cresceranno così tenere che agiremo per evitare la miseria umana, piuttosto che vendicarla?
La vendetta è il territorio infinito delle conseguenze indesiderate.
È dubbio se gli oppressi abbiano mai lottato per la libertà. Essi lottano per l'orgoglio e il potere - potere di opprimere gli altri. Gli oppressi vogliono soprattutto imitare i loro oppressori; vogliono vendicarsi.
La miglior vendetta? La felicità. Non c'è niente che faccia più impazzire la gente che vederti felice.