Un aforisma non è mai un frammento. Che bel frammento può essere un romanzo di 880 pagine!- Dino Basili
Un aforisma non è mai un frammento. Che bel frammento può essere un romanzo di 880 pagine!
Vale sempre la pena chiedersi se l'anticonformista non sia, semplicemente, uno che ascolta la sua coscienza.
Parlano poco per essere amici, troppo per essere innamorati.
Del tempo una cosa è importante: in certi giorni si può vivere ventotto ore, in altri la metà.
Nulla compete a chi rivendica competenze pur essendo incompetente. È privo di competitività.
La massima si digerisce meglio con una giardiniera di minime.
L'aforisma è il boia della prolissità.
L'aforisma è il potere che limita e rinchiude. Forma che ha forma di orizzonte, che è il proprio orizzonte. Da qui si vede anche in che cosa sia attraente, sempre ritratta in se stessa, con qualcosa di cupo, di concentrato, di oscuramente violento che la fa rassomigliare al delitto di Sade.
La letteratura aforistica è una letteratura marginale perché poco attraente e ammiccante. Ci invita non al sogno, ma al confronto con noi stessi e la società in cui viviamo.
Gli aforismi sono gli incantesimi della notte.
La risate dell'aforisma è a volte trionfante, ma raramente è spensierato.
Scrive aforismi, e ha il coraggio di presentarli a un pubblico di lettori, chi ha raggiunto lo spazio mentale che gli è connaturale e ne ha fissato confini ed estensioni.
Scrivere un aforisma ottimista è una tentazione, ma il decoro lo impedisce.
Un aforisma non si può dettare su nessuna macchina da scrivere. Ci vorrebbe troppo tempo.
È proprio dell'aforisma enunciare verità che sembrano menzogne e menzogne che sembrano verità.
Nel cuore di ogni aforisma, per quanto nuovo o addirittura paradossale voglia apparire, pulsa un'antichissima verità.