Le vane e transitorie scene di grandezza umana non sono degne di un pensiero serio.- Edward Gibbon
Le vane e transitorie scene di grandezza umana non sono degne di un pensiero serio.
La libertà di divorzio non contribuisce alla felicità e alla virtù. La facilità di separazione avrebbe distrutto ogni fiducia reciproca, e infiammato ogni controversia insignificante...
Il fanatismo oblitera i sentimenti d'umanità.
La sublime scienza dell'astronomia... eleva la mente dell'uomo allo sdegno per il suo piccolo pianeta e per la sua esistenza momentanea.
Una vittoria sanguinosa e completa ha spesso fruttato poco più che il possesso di un campo e la perdita di diecimila uomini è stata spesso sufficiente a distruggere, in una singola giornata, il lavoro di anni.
La pace della chiesa orientale venne guastata da uno sciame di fanatici [i monaci], incapaci di paura, o ragione, o umanità, e le truppe imperiali riconobbero, senza vergogna, che avevano molto meno timore di un incontro con i feroci barbari.
L'errore peggiore è pensare che quello che conta più di tutto in una partita sia vincere. Niente affatto. Quello che conta è la gloria. È giocare con stile, con bellezza, è andare in campo e travolgere l'avversario, non aspettare che sia l'avversario a farsi avanti e così morire di noia.
Meglio varrebbe non aver vissuto che vivere senza gloria.
Quant'è glorioso, ma quanto è insieme doloroso, essere eccezionali in questo mondo.
Da natura tutti siamo avidi troppo più che non si dovria di laude, e più amano le orecchie nostre la melodia delle parole che ci laudano, che qualunque altro soavissimo canto o suono.
L'abilità naturale senza istruzione ha conquistato più spesso la gloria e la virtù che non l'istruzione senza l'abilità naturale.
La gloria è un veleno che bisogna prendere a piccole dosi.
Il tempo non si ferma ad ammirare la gloria: se ne serve e passa oltre.
I voli spaziali prima sulla Luna, poi su Marte, non è questo il più antico desiderio dell'uomo, la più grande speranza di gloria?
Sono stati sempre poeti, uomini innamorati della gloria, a cantarne la vanità.
Così grande è la dolcezza della gloria che, a qualunque oggetto si riferisca, fosse pure la morte, la desideriamo.