I matrimoni di interesse sarebbero i più felici. In tal caso rinuncio alla felicità.- Elias Canetti
I matrimoni di interesse sarebbero i più felici. In tal caso rinuncio alla felicità.
Gli occhi molto belli sono insostenibili, bisogna guardarli sempre, ci si affoga dentro, ci si perde, non si sa più dove si è.
Solo il miscredente può misurare appieno la felicità della fede.
Che Dio sia morto o no, è impossibile tacerne: c'è stato per tanto tempo.
Le sue disperazioni mi suonano troppo puntuali.
D'improvviso i risorti, in tutte le lingue, accusano Dio: il vero Giudizio Universale.
C'è almeno un matrimonio che rende un uomo felice: quello di sua figlia.
La camera matrimoniale è la convivenza di brutalità e martirio.
I' ho sempre sentito a di' che nel matrimonio, come nell'altri lochi, contentezza val più meglio che ricchezza.
Il matrimonio è l'unica forma di schiavitù che la legislazione ancora conosca.
Come molti sperimentano quotidianamente nella vita di coppia, le dichiarazioni di astio superano spesso quelle di amore: tra moglie e marito c'è più volersi male che non volersi bene.
Tutti i coniugi del mondo sono male sposati, perché ognuno custodisce dentro di sé, nei segreti dove l'anima è del Diavolo, l'immagine sottile dell'uomo desiderato che non è quello del marito, la figura volubile della donna sublime che la moglie non ha realizzato.
Pochi ci muoiono, molti ci vivono.
L'amore è fisica, il matrimonio è chimica.
Nella vita coniugale, l'essenziale, è la pazienza. Non l'amore: la pazienza!
Il matrimonio è popolare perché unisce il massimo della tentazione con il massimo dell'opportunità.