Una speranza, a volte, indebolisce le coscienze, come un vizio.- Elsa Morante
Una speranza, a volte, indebolisce le coscienze, come un vizio.
È strano come l'eternità si lasci captare piuttosto in un segmento effimero che in una continuità estesa.
Non c'è parola, in nessun linguaggio umano, capace di consolare le cavie che non sanno il perché della loro morte.
La coscienza d'un potere illimitato, come tutti sanno, può svegliare il gusto della crudeltà nei sovrani meno crudeli.
Chi fugge per amore non può trovar quiete nella solitudine.
L'animo umano è sempre ingannato nelle sue speranze, e sempre ingannabile: sempre deluso dalla speranza medesima, e sempre capace di esserlo: aperto non solo, ma posseduto dalla speranza nell'atto stesso dell'ultima disperazione.
Chi vive sperando muore digiuno.
Non possiamo restare giovani se camminiamo con la nostra speranza ed essere vecchi se ci fermiamo con il nostro sconforto.
La speranza è il pane dei poveri.
È stupido non sperare, pensò. E credo che sia peccato.
La speranza cessa di essere felicità quando è accompagnata dall'impazienza.
Quello che pesa, in questa nostra condizione umana, sono le poche gioie di cui godiamo, o meglio sono le nostre speranze, poiché esse c'incatenano alla vita.
Speranza. Una credenza patologica nell'accadere dell'impossibile.
La speranza è come una sorgente luminosa che, posta dinnanzi a tanti specchi, rifrange la sua luce in mille altre luci, si riflette in altrettante speranze quanti sono i desideri e i sogni che ciascuno ha di sé.
Speranza, sogno di chi veglia.