È nobile cosa la povertà accettata con gioia.- Epicuro
È nobile cosa la povertà accettata con gioia.
Nulla basta a colui al quale par poco ciò che basta.
La medesima persuasione che ci incoraggiò a credere che nessun male è eterno o lungamente duraturo ci fa anche ritenere che la sicurezza più grande che si attui nelle cose finite è quella dell'amicizia.
Niente basta a chi non basta ciò che è sufficiente.
Consoliamoci nelle sventure con la memoria dei beni nei tempi passati e con la coscienza che non è possibile fare che ciò che è stato non sia stato.
Se la vista, la conversazione e lo stare insieme vengono tolti, la passione d'amore s'estingue.
In verità non è povertà, se è lieta; povero è non chi possiede poco, ma chi desidera di più.
Per ogni povero che impallidisce di fame, c'è un ricco che impallidisce di paura.
Oggi casa povera è il mondo intero, che ha tanto bisogno di Dio!
L'aspetto più atroce della povertà è costituito dal fatto che rende ridicoli.
Non c'è protezione migliore dai ladri che la povertà.
Ogni buona composizione è soprattutto un lavoro di astrazione. Tutti i bravi pittori lo sanno. Ma il pittore non può fare del tutto a meno dei soggetti senza che il suo lavoro soffra di impoverimento.
La povertà è la matrigna del genio.
Attraverso le apparizioni di Lourdes, Nostra Signora ha voluto restaurare in noi l'amore dei poveri e della povertà, un amore ingegnoso e liberatore.
Lasciate che vi dica una cosa. Non c'è nobiltà nella povertà. Sono stato un uomo povero, e sono stato un uomo ricco. E scelgo di essere ricco tutta la vita, dannazione!
Povero non è chi ha poco, ma chi vuole di più.