Comune a tutti è il pensare.- Eraclito
Comune a tutti è il pensare.
Non bisogna agire e parlare come dormenti.
Destini di morte maggiori ottengono sorti maggiori.
Per l'uomo il carattere è il demone.
Gli uomini in stato di veglia hanno un solo mondo che è loro comune. Nel sonno, ognuno ritorna a un suo proprio mondo particolare.
Il popolo deve combattere per la sua legge come per le mura della città.
A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si indovina.
Se pensare è equivalente a lavorare, io ho dedicato ad esso quasi tutte le mie ore di veglia.
Quando tutti pensano nello stesso modo, nessuno pensa molto.
Chi pensa molto, chi pensa cioè oggettivamente, dimentica facilmente le proprie vicende, ma non dimentica i pensieri che da quelle sono suscitati.
Per chiunque pensa e agisce è un brutto segno se non è vilipeso, ingiuriato, minacciato.
A volte anche il pensare danneggia la salute.
Sapete quello che spesso mi disturba in una relazione come la nostra? Il pensiero che un indiscreto lettore possa trovare che le mie lettere sono simili, all'eccesso, a quelle di tutti gli innamorati.
Libero pensatore. Basterebbe dire pensatore.
Il pensiero s'impernia sulla definizione delle parole.
Nessuno può alienare a favore d'altri il proprio diritto naturale, inteso qui come facoltà di pensare liberamente.