Comune a tutti è il pensare.- Eraclito
Comune a tutti è il pensare.
Tutto scorre, niente sta fermo.
Non giudichiamo senza proposito delle cose più grandi.
Bisogna seguire ciò che è comune: ma pur essendo comune il logos, la maggioranza degli uomini vive come se essi avessero una loro propria mente.
Il tempo è un fanciullo che gioca e muove pedine; del fanciullo è il regno.
Ad ogni uomo è concesso conoscere se stesso ed essere saggio.
Chi vuole pensare deve rinunciare a "darsi da fare".
Pensa male, non ti sbaglierai.
Chiuder non posso a quel pensier le porte, Che mi reca voi viva entro la mente; Ch'ei per virtù del vostro raggio ardente V'entra per forza, e studia a la mia morte.
Non sarebbe affatto meglio se tutti la pensassimo allo stesso modo; è dalla differenza di opinioni che nascono le corse dei cavalli.
Uomini hanno vissuto per pensare e altri non hanno potuto farlo per essere stati costretti alla sola incombenza di sopravvivere.
Il pensiero fa la grandezza dell'uomo.
Pensare non è essere d'accordo o in disaccordo: questo è votare.
Il pensare, che era un furore, è diventato un'arte.
Lo specchio riflette in modo esatto: non commette errori perché non pensa. Pensare significa essenzialmente commettere errori.
Un uomo può sopportare molto finché può sopportare se stesso. Può vivere senza speranza, senza amici, senza libri, perfino senza musica, fino a quando può ascoltare i propri pensieri.