Non abbattemmo il tiranno, ma il suo castello dentro di noi.- Erri De Luca
Non abbattemmo il tiranno, ma il suo castello dentro di noi.
La rinuncia in montagna è un atto di umiltà, perciò difficile.
Un uomo che non frequenta donne dimentica che hanno di superiore la volontà. Un uomo non arriva a volere quanto una donna, si distrae, s'interrompe, una donna no.
L'innocenza poteva essere una specie di insolenza.
Quando un chiodo cade sul legno dà l'impressione di essere arrivato proprio nel luogo mirato, non d'essere finito in uno qualunque dei punti utili. Porta con sé il centro, come un dolore fisico. Il dolore come il chiodo là dove penetra ordina lo spazio intorno.
Senza certezza di inferiorità manca la spinta a mettersi all'altezza.
Ma questo è il mio consiglio, amici miei, diffidate tutti quelli in cui l'impulso di punire è potente.
Pace: nelle questioni internazionali, un periodo di inganno tra due periodi di lotta.
A volte uno rimane fedele a una causa solo perché i suoi avversari non cessano di essere insipidi.
Sono più quelli che muoiono nella fuga che non quelli che muoiono combattendo.
Combattiamo. È il nostro mestiere.
Rissa? I rugbisti non fanno risse, ma cercano soltanto di conoscersi più da vicino.
Un affare è nella sua intima essenza una transazione ostile, non cercano forse tutti gli uomini di abbattere il prezzo di ciò che comprano? Io affermo che un affare anche tra fratelli è una dichiarazione di guerra.
Non ho paura di morire come un uomo che lotta, ma non vorrei essere ucciso come un cane disarmato.
Dammi un cazzotto, ma dammelo forte! Perché se mi rialzo poi ti mangio!
Consciamente o inconsciamente noi tutti combattiamo per creare il tipo di mondo che ci piace.