Detesto il sapiente che non è saggio per se stesso.- Euripide
Detesto il sapiente che non è saggio per se stesso.
Perché sebbene una donna sia timida in ogni altra cosa, e debole, e terrorizzata alla vista di una spada; tuttavia, quando le cose vanno male in questioni d'amore, nessun cuore è così temerario come quello di una donna; nessun cuore è così colmo di desiderio di sangue.
Gli dèi ci creano tante sorprese: l'atteso non si compie, e all'inatteso un dio apre la via.
Per un uomo vecchio una sposa giovane non è una moglie, ma una padrona.
Chi trascura di imparare in giovinezza perde il passato ed è morto per il futuro.
Sarebbe invero opportuno che noi ci radunassimo a piangere la casa dove qualcuno viene alla luce, considerando i molteplici mali dell'umana vita; ma chi morendo pose fine ai gravi travagli, a questo gli amici dovrebbero celebrare le esequie con ogni lode e gioia.
Sappi che il dolore non va temuto. Infatti se é intenso é breve, se é lungo non é intenso; e ricordati che il saggio è felice anche tra i tormenti.
I re saggi generalmente hanno saggi consiglieri, perché l'uomo capace di distinguere un saggio deve essere saggio egli stesso.
Noi diventiamo saggi non col ricordare il nostro passato, ma con la responsabilità per il nostro futuro.
Tutta la saggezza è saggezza dopo l'accaduto.
Il saggio ha le sue manie, così come lo sciocco. Ma la differenza tra loro è che i punti deboli di quello sono noti solo a lui e nascosti al mondo, e la manie dell'altro sono note al mondo e nascoste a lui stesso.
La sapienza delle nazioni è quasi sempre un frutto dell' infelicità loro passata.
La somma felicità sarà somma cagione della infelicità, e la perfezion della sapienza cagion della stoltizia.
Non tutto il vino, come non tutti i caratteri, pigliano d'aceto nella vecchiaia.
La lotta per la saggezza è il secondo paradiso al mondo.
I nemici della saggezza convenzionale non sono le idee ma la marcia degli eventi.