A volte la moderazione è una cattiva consigliera.- Fausto Cercignani
A volte la moderazione è una cattiva consigliera.
La migliore terapia per il malato immaginario è molto semplice, ma raramente applicata. Il soggetto dovrebbe essere portato là dove la gente deve sopportare atroci sofferenze e la perdita di ogni dignità umana.
La dignità personale si misura con il metro della propria coscienza, non con quello del giudizio altrui.
A volte la vera tolleranza richiede una forza straordinaria, che spesso siamo troppo deboli per esercitare.
La cortesia è fondamentale: a volte tiene a bada anche la gente ringhiosa.
Il primo grado della saggezza è sapere tacere: il secondo è saper parlare poco e moderarsi nel discorso.
Per una comunicazione efficace, siate brevi. Gesù disse: Seguitemi. Questa si che è brevità! Egli poteva essere conciso per ciò che egli era e non aveva bisogno di esprimere.
Ecco un modo garantito per avere più di quanto desideri: desidera di meno.
Come al saggio si addice un incedere contegnoso, così gli si addice un eloquio cauto, non avventato.
Negli affari del mondo, l'uomo saggio non ha un atteggiamento rigido di rifiuto o di accettazione. Il Giusto è la sua regola.
L'accumulo di denaro non va d'accordo con la democrazia. Chi concentra molto denaro può influenzare la società, piegare la politica e quindi la gestione della cosa pubblica ai suoi interessi.
Ogni genio è un gran fanciullo, già per il suo guardare al mondo come a un che di estraneo. Chi nella vita non resta per qualche verso un fanciullo e diventa invece un uomo serio, sobrio, posato e ragionevole, sarà certo un bravo e utile cittadino di questo mondo, ma un genio non sarà mai.
Bisogna cercare di fare il domani migliore dell'oggi, fino a che viaggiamo nella vita. Poi, arrivati alla fine della strada, ci allietiamo moderatamente.
La virtù sta nel mezzo.
Voglio, sì, l'erudizione, ma una erudizione governata dal giudizio e organizzata dal gusto.