L'uomo si adatta a tutto, anche ai propri simili.- Fausto Gianfranceschi
L'uomo si adatta a tutto, anche ai propri simili.
La felicità? Basta non badarci per vivere meglio.
Alcuni sono resi grandi dalla sconfitta, altri meschini dalla vittoria.
In vecchiaia si pagano i debiti contratti in gioventù.
Ai critici che si improvvisano narratori consiglierei un nuovo genere letterario: l'autostroncatura.
La sinistra è una professione, la più promettente.
Chi non si adatta al mondo è sempre vicino a trovare se stesso. Chi si adatta al mondo non si trova mai, ma può diventare consigliere nazionale.
La cosa più importante, riguardo all'universo, è che esso si espande sempre più e, un giorno o l'altro, si sfascerà e scomparirà. Ecco perché se la ragazza dell'ufficio di fianco ha qualche numero ma non tutte le qualità che tu vorresti, beh, conviene che t'adatti.
Adattati alla sorte che ti è toccata, e ama gli uomini tra cui ti è toccato vivere, ma amali veramente.
Un sarto che deve tagliare un abito per un gobbo, deve fare la gobba anche all'abito.
Un essere che s'adatta a tutto: ecco, forse, la miglior definizione che si possa dare dell'uomo.
Nevrosi e psicosi sono entrambe espressioni della ribellione dell'Es contro il mondo esterno, del suo dispiacere, o, se preferite, della sua incapacità di adattarsi alla dura realtà.
È un errore doloroso e crasso la distinzione che i rivoluzionari stabiliscono tra borghesi e popolo, o nobili e popolo, o governanti e governati. La distinzione è tra adattati e disadattati: il resto è letteratura e cattiva letteratura.
Adattarsi è sacrificare un bene remoto a un bisogno immediato.
Quando un uomo trascorre la propria vita sul mare poi non riesce più ad adattarsi alla vita sulla terra.