Tristezza come l'acqua che rimane quando ci siamo lavati.- Federigo Tozzi
Tristezza come l'acqua che rimane quando ci siamo lavati.
Talvolta le cose morte agiscono sopra la nostra volontà; e noi collochiamo la vita in una strada che è fuori delle nostre forze.
Molte volte la vita è simile a una grande violenza. Tutte le ombre, anche le più lontane, stanno sopra a noi; e la nostra anima diviene silenziosa per le orme del meriggio che cominciano a scintillare. E tutte le cose vengono incontro a noi, come una marea.
Talvolta, vogliamo essere indifferenti al bene che riceviamo d'alcuno. Anzi, accettiamo i suoi doni con una ironia crescente, che dissimuliamo molto bene. L'assiduità del donatore ci attedia, e non gli perdoniamo quando egli si dimentica di noi.
Vi sono dolcezze che fanno male quanto il dolore.
Le più grandi leggi sono indefinibili; si intravedono soltanto come orizzonti di quiete, come una promessa lontana di felicità.
Incominciai a capire che i dolori, le delusioni e la malinconia non sono fatti per renderci scontenti e toglierci valore e dignità, ma per maturarci.
Ci può essere qualcosa di più triste di una processione di quattro o cinque medici nella stanza di un ammalato?
Devo essere felice o morire, perché la mia condizione terrena è piena di una tristezza insostenibile e io do la colpa a Dio anziché a me stesso.
La tristezza solenne che abita in tutte le grandi cose sulle vette come nelle grandi vite, nelle notti profonde come nei poemi eterni.
Triste l'uomo in cui più nulla rimanga del fanciullo.
Tristezza che non viene da sola e non viene da ora.
La tristezza è la malinconia che ha perso la speranza.
Era così triste che sorrideva con un labbro solo.
È tristissima quella casa e così quella vita in cui il necessario ci fosse tutto, e di superfluo nulla.
Ciò che implica tristezza, esprime un tiranno.