Il poeta, quando è rapito dall'ispirazione, intuisce Dio.- Fëdor Dostoevskij
Il poeta, quando è rapito dall'ispirazione, intuisce Dio.
L'uomo ama vedere il suo migliore amico umiliato davanti a lui. Per la maggior parte degli uomini, l'amicizia è fondata sull'umiliazione.
Più scura la notte, più luminose le stelle, più profondo il dolore, più vicino è Dio!
Talvolta la virtù può trionfare sulla malvagità, sul libero pensiero, sul vizio e sull'invidia.
Il terrore consiste in una morbosa sensazione di paura, di qualche cosa che non potrei ben definire neppure io, di un non so che d'inconcepibile, d'inesistente nell'ordine delle cose, ma che pur deve assolutamente, forse proprio in quel medesimo istante, avverarsi.
L'uomo non ha fatto altro che inventare Dio per vivere senza uccidersi.
La poesia non è una cosa morta, ma vive una vita clandestina.
La pistola che ho puntato alla tempia si chiama Poesia.
A vent'anni si tenta la poesia, a cinquanta si pensa che bisognava insistere.
Un poeta che legge i suoi versi in pubblico può avere altre abitudini infami.
Il pensiero è sempre la pietra d'inciampo della poesia.
Il poeta è sempre più piccolo e più debole della media degli uomini. Per questo sente più intensamente, con più forza degli altri la pesantezza della sua presenza nel mondo.
La poesia è il perpetuo sforzo di esprimere lo spirito della cosa, di penetrare il corpo bruto, e di cercare la vita e la ragione che lo fa esistere.
La poesia risolve l'esistenza altrui nella propria.
La poesia degli antichi era quella del possesso, la poesia dei moderni è quella dello struggimento.
La poesia dev'essere la naturale effusione dell'anima nostra.