I viaggi sono i viaggiatori.- Fernando Pessoa
I viaggi sono i viaggiatori.
Non il piacere, non la gloria, non il potere: la libertà, unicamente la libertà.
Non cantare più! Voglio il silenzio per dormire qualsiasi ricordo della voce udita incompresa che fu perduta perché l'ho udita.
Vivere è morire, perché non abbiamo un giorno in più nella nostra vita senza avere, al contempo, un giorno in meno.
Considerare ogni cosa che ci capita come un accidente o un episodio di un romanzo a cui non assistiamo con la nostra attenzione ma con la vita. Solo con questo atteggiamento potremo vincere la malizia dei giorni e i capricci degli eventi.
Dover dominare gli altri significa avere bisogno degli altri. Il capo è un dipendente.
Uno dei piaceri del viaggio è immergersi dove gli altri sono destinati a risiedere, e uscirne intatti, riempiti dell'allegria maligna di abbandonarli alla loro sorte.
Leggere, scrivere, è dovere; viaggiare, è potere.
Ben pochi amano davvero viaggiare. Se affrontano i fastidi e le spese di un viaggio non è tanto per curiosità o per divertimento o per il piacere di vedere cose belle e insolite, quanto per una forma di snobismo.
Come si può per tutta una vita viaggiare nello stesso piccolo paese e credere non vi sia nulla fuori di esso!
Non c'è bisogno di viaggiare nel tempo per essere degli storici.
Viaggiare non è altro che una seccatura: di problemi ce ne sono sempre più che a sufficienza dove sei.
Non si viaggia per viaggiare, ma per aver viaggiato.
Viaggiare dovrebbe essere sempre un atto di umiltà.
Il viaggio è nella testa.
Ogni viaggio comincia con un vagheggiamento e si conclude con un invece.