Gli epigrammisti in poesia sono come i fioristi in pittura.- Francesco Algarotti
Gli epigrammisti in poesia sono come i fioristi in pittura.
È stato detto, che il più pazzo popolo del mondo sarebbe un popolo di savi, come il più cattivo esercito sarebbe un esercito di capitani.
Avviene assai volte, che moltiplicando i mezzi per arrivare ad un medesimo fine ci si arrivi più difficilmente.
Il mondo è una scena che i filosofi ne fanno vedere di giorno, e si suol vederla illuminata di notte.
Il solo frutto che gli uomini cavano dalla ignoranza è che possono essere superbi.
La ignoranza dell'uno è la misura della scienza dell'altro.
La pittura non è fatta per decorare gli appartamenti. È uno strumento di guerra offensiva e difensiva contro il nemico.
La pittura è poesia silenziosa, la poesia è pittura che parla.
La sostanza della pittura è la luce.
Le persone che cercano il significato simbolico mancano di afferrare la poesia e il mistero inerente alle immagini.
Le idee sono per la letteratura ciò che la luce è per la pittura.
Sulle stelle dipingerei una poesia di Benedetti con un sogno di Van Gogh e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
Se il pittore non disprezza la pittura, paventi di fare una tela che valga più di lui.
Quando avete perduto la virtù di tentare, avrete perduto anche la virtù di fare. Bisogna ritrovarsi ogni volta dinanzi alla tela bianca con l'anima nuova come la tela.
Quando uno inizia un ritratto e cerca per successive eliminazioni di trovare la forma pura. . . si finisce inevitabilmente con un uovo.
La pittura è una poesia muta, e la poesia è una pittura cieca.