Gli epigrammisti in poesia sono come i fioristi in pittura.- Francesco Algarotti
Gli epigrammisti in poesia sono come i fioristi in pittura.
Meglio è non si muover di luogo che far cammino e aver smarrito la via.
Un uomo ricco e superbo sicuramente è uno sciocco; un uomo superbo e povero d'ordinario è un uomo di spirito.
Il solo frutto che gli uomini cavano dalla ignoranza è che possono essere superbi.
Le donne settentrionali sono come le loro aurore boreali: risplendono, e non riscaldano.
Avviene assai volte, che moltiplicando i mezzi per arrivare ad un medesimo fine ci si arrivi più difficilmente.
Imitare con la massima fedeltà l'espressione naturale.
Noi siamo perversi o illusi incantati o deserti. Sono solo, dipingere è un togliersi di mezzo.
La pittura non s'insegna a chi natura nol concede, come fan le matematiche, delle quali tanto ne piglia il discepolo, quanto il maestro gliene legge.
Non mi interessa dipingere ritratti al chiuso. Non riesco a sentirmi a mio agio.
La pittura è una cosa privata; si lavora solo per pochi.
Il pittore che ritrae per pratica e giudizio d'occhio sanza ragione è come lo specchio, che in sé imita tutte le a sé contrapposte cose, sanza cognizione d'esse.
La pittura non deve essere esclusivamente visiva o retinica, deve 'interessare' anche la 'materia grigia'.
Il dipintore disputa e gareggia colla natura.
Tra la pittura e la scultura non trovo altra differenza, senonché lo scultore conduce le sue opere con maggior fatica di corpo che il pittore, ed il pittore conduce le opere sue con maggior fatica di mente.
Il fine della pittura non è quello di commuovere, ma piuttosto quello di rappresentare.