Una lode estesa anche ad altri vale meno che nulla.- Francesco Burdin
Una lode estesa anche ad altri vale meno che nulla.
Il piacere del teatro è decaduto non per la scomparsa di buoni attori ma perché la gente comune è apparsa a recitare negli uffici, nei ritrovi, nelle strade. Tutti si esibiscono come su un palcoscenico, orgogliosi della loro esistenza priva di valore.
Deve essere noiosa la vita in una bara. È giusto che vi si collochino i morti.
Non è difficile stancarsi di vivere. Difficile è stancarsi di desiderare.
È incredibile con quanta prontezza e buona grazia ci rassegniamo alle disgrazie altrui.
La riflessione è l'anima dell'aforisma. Ma anche la scrittura di aforismi è matrice di riflessioni.
Lode. Omaggio da noi reso a opere che somigliano alle nostre, ma naturalmente non le eguagliano.
Si impiegano le lodi come i soldi: perché ci siano restituite con gli interessi.
La lode degli altri deve seguirci spontaneamente; noi dobbiamo occuparci della cura di noi stessi.
Amiamo persino le lodi che non crediamo sincere.
Il rifiuto delle lodi è un desiderio di essere lodato due volte.
È un grande segno di mediocrità lodare sempre moderatamente.
Un grande classico è uno scrittore che si può lodare senza averlo letto.
Cerca di essere lodato da vivo e considerato beato una volta morto.
E loda di più la polvere un po' dorata che la doratura impolverata.
Tutti gli uomini desiderano essere lodati.