L'Eroe è la coscienza universale del dovere essere.- Francesco Grisi
L'Eroe è la coscienza universale del dovere essere.
Il Santo riscatta la storia dal suo peccato di essere esistenza. Entra nei disegni di Dio e libera l'umanità dalla schiavitù del potere, della abitudine e della desolante ipocrisia. Colui che possiede la vocazione è sempre libero.
Per uno scrittore lo scrivere è un verificare e rendere concreta la vita drammatica che trascorre.
Il sacro è l'esperienza trascendentale del mistero.
Io ho un problema con gli eroi in generale: non mi piacciono. Non amo l'eroe buono, positivo, nemmeno quello mitologico che incarna in sé la morale, la giustezza della vita.
Ci si dimentica sempre che un eroe è un uomo, soltanto un uomo, e che resistere a una tirannia, subire sevizie, languire per anni in una cella senz'aria né luce è a volte più facile che battersi nell'equivoco e nelle lusinghe della normalità.
Gli eroi sono più inclini all'autocitazione che all'autocritica.
Gli eroi sul cavallo bianco sono un po' in ribasso, soprattutto quando non valgono una cicca.
Ecco la verità: il vero eroismo non riceve ovazioni, non intrattiene nessuno. Nessuno fa la fila per vederlo. Nessuno se ne interessa.
Penso a un eroe come a qualcuno che comprende la responsabilità che deriva dal proprio essere libero.
L'eroe vero è sempre eroe per sbaglio, il suo sogno sarebbe di essere un onesto vigliacco come tutti.
L'adorazione dell'eroe è più forte dove c'è meno riguardo per la libertà umana.
Eroismo e santità, virtù secondarie. Ma bisogna aver dato prova di sé.
Il vero eroe alla fine muore. Quelli che restano sono i filosofi.