L'Eroe è la coscienza universale del dovere essere.- Francesco Grisi
L'Eroe è la coscienza universale del dovere essere.
Il sacro è l'esperienza trascendentale del mistero.
Il Santo riscatta la storia dal suo peccato di essere esistenza. Entra nei disegni di Dio e libera l'umanità dalla schiavitù del potere, della abitudine e della desolante ipocrisia. Colui che possiede la vocazione è sempre libero.
Per uno scrittore lo scrivere è un verificare e rendere concreta la vita drammatica che trascorre.
Conobbi un uomo che all'ora della sveglia balzava subito dal letto e faceva un bagno freddo. Ma questo eroismo non serviva a nulla perché, dopo il bagno, doveva saltare di nuovo dentro al letto per scaldarsi.
Non conosciamo mai la nostra altezza finché non siamo chiamati ad alzarci. E se siamo fedeli al nostro compito arriva al cielo la nostra statura. L'eroismo che allora recitiamo sarebbe quotidiano, se noi stessi non c'incurvassimo di cubiti per la paura di essere dei re.
Gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
Ammettere di non essere degli eroi è il nostro momento più eroico.
Eroe è uno che sta di fronte a tanti. Nella guerra moderna questa posizione viene raggiunta, al più, dal pilota di un bombardiere, uno che sta addirittura al di sopra di tanti.
L'imbecille finisce dove comincia l'eroe.
Gli eroi sul cavallo bianco sono un po' in ribasso, soprattutto quando non valgono una cicca.
Gli eroi dei miti antichi erano seminudi, quelli dei miti odierni lo sono del tutto.
Quando indago la gloria conseguita dagli eroi, e le vittorie dei grandi generali, non invidio i generali.
Tutti questi eroismi per niente! Basta indovinelli, basta concorrenti uno e due! Adesso signori, cala il sipario!