Quando indago la gloria conseguita dagli eroi, e le vittorie dei grandi generali, non invidio i generali.- Walt Whitman
Quando indago la gloria conseguita dagli eroi, e le vittorie dei grandi generali, non invidio i generali.
In questa nostra spaziosa terra, tra l'incommensurabile volgarità e le scorie, chiuso e sicuro nel suo cuore centrale, si annida il seme della perfezione.
Credo che il lavoro dell'erba non sia da meno di quello delle stelle nel loro cammino.
Gli anni a venire non conosceranno mai l'inferno ribollente e l'oscuro ambiente infernale, gli innumerevoli drammi minori e i retroscena della guerra di secessione ed è meglio che sia così.
Grande, nell’uomo, è il valore della verità, che lo sostiene fra tanti cambiamenti ed è insita nell’uomo – che ne è innamorato, l’uomo e la verità non si lasciano mai.
Meglio perverso, che virtuoso per paura o per conformismo.
Alle opere veramente preziose si perviene soltanto tramite la mediazione di questo sforzo antieconomico (lo sport), i cui sublimi risultati sono: la creazione scientifica e artistica, l'eroismo politico e morale, la santità religiosa.
Tutti son buoni a far gli eroi con la pelle degli altri.
I veri eroi non sono mai perfetti come le leggende che li circondano.
Eroismo e santità, virtù secondarie. Ma bisogna aver dato prova di sé.
Diventare un eroe è come vincere la professione più corta sulla terra.
La natura ha benignamente provveduto a che ciascuno sia un eroe per il suo cameriere, altrimenti bisognerebbe che gli eroi si spazzolassero gli abiti da sé.
Il bisogno dell'America non è l'eroismo ma la guarigione; non panacee, ma la normalità; non la rivoluzione ma il restauro.
Gli eroi sono eroi perché il loro comportamento è eroico, non perché vincano o perdano.
L'eroe è sempre quello che resta, e il colpevole chi abbandona il campo.
Eroe è uno che sta di fronte a tanti. Nella guerra moderna questa posizione viene raggiunta, al più, dal pilota di un bombardiere, uno che sta addirittura al di sopra di tanti.