Ira è breve furor.- Francesco Petrarca
Ira è breve furor.
Questo nostro caduco e fragil bene ch'è vento ed ombra ed à nome beltade.
La vita fugge e non s'arresta un'ora.
Vino o vinello che è antidoto alla lussuria e conforto alla temperanza.
Un bel morir tutta la vita honora.
L'adolescenza mi illuse, la gioventù mi traviò, ma la vecchiaia mi ha corretto e con l'esperienza mi ha messo bene in testa che era vero quel che avevo letto tanto tempo prima; che i godimenti dell'adolescenza sono vanità.
L'ira, furor brevis come la chiamò Orazio, fomenta risse allo stadio, tumulti di disoccupati davanti alla prefettura e parolacce in parlamento.
Contro le cose non conviene adirarsi, giacché esse non se ne curano affatto.
Un adirato può non essere irascibile, un irascibile, talvolta, può non essere adirato.
Io so che l'odio come l'ira hanno la loro funzione nello sviluppo della società, perché l'odio dà la forza e l'ira sprona al mutamento.
Ben più gravi sono gli effetti prodotti in noi dall'ira e dal dolore, con cui reagiamo alle cose, che non quelli prodotto dalle cose stesse, per le quali ci adiriamo o ci addoloriamo.
L'ira sfrenata genera pazzia.
Una risposta gentile calma la collera, una parola pungente eccita l'ira.
Tutte le passioni immoderate ci portano danno alla vita civile, ma nessuna è più perniciosa dell'iracondia.
A poco serve l'ira se non è sostenuta da adeguate forze.