Ira è breve furor.- Francesco Petrarca
Ira è breve furor.
Seguite i pochi, et non la volgar gente.
Questo nostro caduco e fragil bene ch'è vento ed ombra ed à nome beltade.
Il bel paese ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe.
Il saggio muta consiglio, ma lo stolto resta della sua opinione.
La vita fugge e non s'arresta un'ora, e la morte vien dietro a gran giornate, e le cose presenti e le passate mi danno guerra, e le future ancora.
L'ira è temuta come il buio dai bimbi e una piuma rossa dalle fiere. Essa non ha in sé alcunché di saldo o di forte, ma impressiona gli animi fatui.
Le tigri dell'ira sono son più sagge dei cavalli della sapienza.
Tutte le passioni immoderate ci portano danno alla vita civile, ma nessuna è più perniciosa dell'iracondia.
Una risposta gentile calma la collera, una parola pungente eccita l'ira.
Un adirato può non essere irascibile, un irascibile, talvolta, può non essere adirato.
L'ira è bramosa di punire, e non è affatto conforme alla natura dell'uomo che una tal brama egli nutra nel suo cuore mansueto. La vita dell'uomo si fonda sulle buone azioni e sulla concordia, ed è spinta al patto di comune aiuto non dalla paura ma dall'amore reciproco.
A poco serve l'ira se non è sostenuta da adeguate forze.
Colui che ha l'amore rende a sé estranea l'ira, ma chi coltiva l'odio raccoglie per sé fatiche inopportune.
Contro le cose non conviene adirarsi, giacché esse non se ne curano affatto.