Non si può ridere di tutto e di tutti, ma ci si può provare.- Friedrich Nietzsche
Non si può ridere di tutto e di tutti, ma ci si può provare.
Di solito la madre, più che amare il figlio, si ama nel figlio.
Una bella donna ha qualcosa in comune con la verità: entrambe danno più felicità quando si desiderano che quando si posseggono.
L'amore mette in evidenza le qualità elevate e nascoste di un amante quel che v'è in lui di raro, d'eccezionale: in questo senso esso inganna facilmente su quel che in lui costituisce la regola.
Chi non riesce a trovare la via verso il proprio ideale, vive in maniera più frivola e sfrontata dell'uomo senza ideale.
Siamo come vetrine di noi stessi, continuamente, mettiamo in ordine, copriamo o mettiamo in mostra le pretese qualità che altri ci attribuiscono, e lo facciamo per ingannare noi stessi.
Ridere significa essere liberi dai falsi idoli del mondo che vogliono essere adorati e dalla tracotante serietà della vita che rende schiavi.
Se non ci fossero le sofferenze degli altri a farci ridere, non rideremmo mai.
Mentre si ride, si pensa che ci sarà sempre tempo per la serietà.
Nessuno che una volta abbia riso veramente di cuore può essere irrimediabilmente cattivo.
Il riso, questa compulsione fisica a tutti nota, è prodotta dallo spettacolo inaspettato della nostra superiorità sugli altri.
Penso che far ridere non sia la prima scelta di chiunque.
Del senno di poi si può sempre ridere e anche di quello di prima, perché non serve.
Se dobbiamo credere ai nostri logici, l'uomo si distingue da tutte le altre creature per la facoltà di ridere.
La risata è per definizione sana.