Può esistere una religione senza la maternità?- Fulton J. Sheen
Può esistere una religione senza la maternità?
Nella storia, le sole cause che muoiono sono quelle per le quali gli uomini rifiutano di morire.
Giudichiamoci non già in base alla nostra cortesia, ma in base al nostro cuore.
Più che di discussione, la religione è argomento di decisione.
L'uomo lavora nella sua generazione, la madre nella futura.
Vogliamo scansare il lavoro. La persona del Cristo compì le conversioni più grandi quando era più stanco.
La madre è orgogliosa del figlio che è salito in alto, ma darebbe la vita per l'altro: per il figlio senza fortuna.
Una madre fa tutto per il figlio, ma non deve fare anche il figlio e la parte del figlio.
So che il padre t'è caro: amassi tanto la madre tu!
Nessuno stato è così simile alla pazzia da un lato, e al divino dall'altro quanto l'essere incinta. La madre è raddoppiata, poi divisa a metà e mai più sarà intera.
I volti delle madri sono nobili, sovranamente limpidi, allorché la purezza delle vite volontariamente innocenti le ha rinfrescate ai mille mattini dei sacrifici.
Ognuno porta in sé un'immagine della donna derivata dalla madre: da essa ognuno viene determinato a rispettare o a disprezzare le donne in genere, o a essere generalmente indifferente verso di loro.
Io e mia madre e siamo giunte ad un risultato. Abbiamo concordato di non capirci.
La strada della donna porta sempre al figlio, prima della maternità e dopo.
Purtroppo la mamma generica commette lo stesso madornale errore della Chiesa in fatto di sesso: lo rinnega, lo plasma, lo stigmatizza.
Questa continua dicotomia interiore, questa duplice polarità, questa alternante sensazione di dovere incompiuto, oggi nei confronti della famiglia, domani nei confronti del lavoro, questo è il fardello della madre lavoratrice.