Il futuro della letteratura è nell'aforisma. Non può essere raccontato in un film.- Gabriel Laub
Il futuro della letteratura è nell'aforisma. Non può essere raccontato in un film.
Uno stupido è un idiota che non ha fatto carriera.
Uomini onesti si lasciano corrompere in un solo caso: ogniqualvolta si presenti l'occasione.
Il santo: un uomo che ha fatto carriera dopo la morte.
E' ottimista. Crede che dipenda da lui quando vuole suicidarsi.
La fantasia è quella cosa che certe persone non riescono neanche a immaginare.
In principio era la copia per recensione, e uno la riceveva dall'editore. Poi scriveva una recensione. Poi scriveva un libro, che l'editore riceveva e rispediva come copia per recensione. Il prossimo a cui arrivava faceva lo stesso. Così è nata la letteratura moderna.
Il più grande capolavoro letterario non è altro che un vocabolario in disordine.
Lo sforzo dei pensatori nel tentativo di ridurre ogni processo fisico alla nozione di movimento di atomi, si può dire che sia una chimera. Questo ideale ha giocato un ruolo effettivo nella letteratura popolare, ma nel lavoro degli scienziati non ha ottenuto altrettanto successo.
La vera letteratura non è quella che lusinga il lettore, confermandolo nei suoi pregiudizi e nelle sue insicurezze, bensì quella che lo incalza e lo pone in difficoltà, che lo costringe a rifare i conti col suo mondo e con le sue certezze.
Tutta la letteratura americana deriva da un libro di Mark Twain intitolato "Huckleberry Finn".
Letteratura è un gesto non solo arbitrario, ma anche vizioso: è sempre un gesto di disubbidienza, peggio, un lazzo, una beffa; e insieme un gesto sacro, dunque antistorico, provocatorio.
L'arte e la letteratura sono l' emanazione morale della civiltà, la spirituale irradiazione dei popoli.
La maggior parte di coloro che raccolgono versi o frasi spiritose assomiglia ai mangiatori di ciliegie o di ostriche, che incominciano a scegliere le migliori e poi finiscono per mangiare tutto.
La letteratura è l'arte che sa profetizzare quel tempo in cui sarà ammutolita.
La moltitudine dei giornali è la letteratura e la tirannide degl'ignoranti.