Il futuro della letteratura è nell'aforisma. Non può essere raccontato in un film.- Gabriel Laub
Il futuro della letteratura è nell'aforisma. Non può essere raccontato in un film.
La morale assoluta: tutto è vietato.
Uno stupido è un idiota che non ha fatto carriera.
In un regime totalitario gli idioti ottengono il potere con la violenza e gli intrighi; in una democrazia, attraverso libere elezioni.
E' ottimista. Crede che dipenda da lui quando vuole suicidarsi.
Uomini onesti si lasciano corrompere in un solo caso: ogniqualvolta si presenti l'occasione.
La vita vera, la vita finalmente scoperta e tratta alla luce, la sola vita quindi realmente vissuta, è la letteratura.
Letteratura è un gesto non solo arbitrario, ma anche vizioso: è sempre un gesto di disubbidienza, peggio, un lazzo, una beffa; e insieme un gesto sacro, dunque antistorico, provocatorio.
Lo sforzo dei pensatori nel tentativo di ridurre ogni processo fisico alla nozione di movimento di atomi, si può dire che sia una chimera. Questo ideale ha giocato un ruolo effettivo nella letteratura popolare, ma nel lavoro degli scienziati non ha ottenuto altrettanto successo.
Producete, producete cultura: è il vostro mestiere, e soprattutto è il contrario della letteratura.
Tutta la letteratura americana deriva da un libro di Mark Twain intitolato "Huckleberry Finn".
La moltitudine dei giornali è la letteratura e la tirannide degl'ignoranti.
La letteratura, ben lungi dall'esprimere la totalità dell'uomo, non è espressione, ma provocazione.
Una volta la letteratura era un'arte e la finanza un mestiere; oggi è tutto il contrario.
Pertanto le dico: si iscriva a Geologia. Vedrà quante metafore le verranno regalate. Non ricordo più cosa sono gli oligocisti: ma quella, mio caro, è letteratura.
Come la letteratura occidentale non sarebbe pensabile senza i poemi omerici, senza Shakespeare, senza Dante, così la nostra cultura nel suo più ampio insieme non avrebbe senso se volessimo tagliarne via il cristianesimo.