Ho sempre voluto essere il migliore in tutto: in campo il più forte e al bar quello che beveva di più.- George Best
Ho sempre voluto essere il migliore in tutto: in campo il più forte e al bar quello che beveva di più.
Tutti dicono che ho dormito con sette Miss Mondo. Peccato deluderli: sono state solo tre.
Ho speso molti soldi per alcol, ragazze e macchine veloci. Il resto l'ho sperperato.
Nel 1969 ho dato un taglio a donne e alcol. Sono stati i 20 minuti peggiori della mia vita.
Ho smesso di bere, ma solo quando dormo.
Gli sport sono un'estesa conversazione, un monologo del corpo sociale con se stesso; non un'immagine o un semplice riflesso, ma un discorso autoreferenziale.
Una volta Gianni Brera, parlando di uno sportivo, un ciclista, notava che era nato e vissuto in provincia: solo in provincia, scriveva, si coltivano le grandi malinconie, il silenzio e la solitudine indispensabili per riuscire in uno sport così faticoso. Non è così anche per lo studio?
Io non ero capace di capire come potesse essere giusto pagare un attore, o un cantante, o uno strumentista per intrattenere il pubblico, e sbagliato pagare un giocatore di pallone per fare esattamente la stessa cosa.
Lo sport insegna a riconoscere il valore dell'avversario e abitua al confronto offrendo lo stimolo per superare se stessi.
Gli sport ad alto livello sono luogo deputato per l'espressione della bellezza umana. Il rapporto è pressappoco quello che intercorre fra il coraggio e la guerra.
Lo sport è l'unico spettacolo che, per quante volte tu lo veda, non sai mai come andrà a finire.
In Italia c'è bisogno di cambiare visione sullo sport: non è solo e sempre calcio, calcio, calcio.
Le distinzioni razziali non devono avere alcun ruolo nello sport.
Lo sport è come una guerra senza morti.
Tu vai in campo e bastona tutto quello che vedi passare. Se tocchi anche il pallone, pazienza.