Scrivo poesie che si capiscono, devo sembrare un cavernicolo.- Gesualdo Bufalino
Scrivo poesie che si capiscono, devo sembrare un cavernicolo.
Fra imbecilli che vogliono cambiare tutto e mascalzoni che non vogliono cambiare niente, com'è difficile scegliere!
La speranza è una specie di scarlattina infantile che ci portiamo dietro tutta la vita.
Vi sono due razze di stupidi: quelli che credono a tutto e quelli che non credono a niente.
Per fortuna gli eroi muoiono di morte violenta.
Una metà di me non sopporta l'altra. E cerca alleati!
La poesia non è una cosa morta, ma vive una vita clandestina.
E io sopporto soltanto più poeti, che tra l'altro hanno anche dei pensieri, come Pindaro e Leopardi.
I poeti son vecchi signori che mangian le stelle distesi sui prati delle loro ville. E s'inventano zingare e more per farsi credibili agli occhi del mondo col loro dolore.
Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo.
Solo i poeti riescono a farsi pagare i propri sogni; il resto dell'umanità sogna senza ricompensa.
La poesia dice troppo in pochissimo tempo, la prosa dice poco e ne impiega troppo.
Il poeta è, prima di tutto, una persona che è passionalmente innamorata del linguaggio.
Ciò che in poesia è strabiliante diventa brusco in prosa, la forza diventa brutalità, la vivacità ardore e l'audacia sfacciataggine.
Se leggo un libro che mi gela tutta, così che nessun fuoco possa scaldarmi, so che è poesia. Se mi sento fisicamente come se mi scoperchiassero la testa, so che quella è poesia. È l'unico modo che ho di conoscerla. Ce ne sono altri?
Dove finisce la regola, la moda, la tendenza, la politica, la società; dove del sociale si rivela in modo evidente; dove nessuno insegna e tutti imparano è lo spazio in cui puoi trovare il poeta.