Noi italiani abbiamo nella coda il veleno dell'avverbio dubitativo.- Gianfranco Funari
Noi italiani abbiamo nella coda il veleno dell'avverbio dubitativo.
Il talento è amico della violenza e della crudeltà in trasmissione.
Non sono un giornalista, sono un giornalaio.
La donna più importante che ho incontrato? La politica.
E' finita la politica da salotto. Una volta la gente diceva: governo ladro. Adesso dice il nome del ladro, il nome del partito e che cosa ha rubato.
Le donne corrono dietro agli stolti; fuggono i saggi come animali velenosi.
Guardali bene. Guardali negli occhi. Hanno bei vestiti, belle etichette, begli incarti, ma sono velenosi.
La dipendenza è la morte dell'iniziativa, dell'assunzione di rischi e dell'opportunità. E' tempo di fermare la diffusione della dipendenza dal governo e combatterla come quel veleno che è.
Il risentimento è come bere veleno e sperare che uccida i tuoi nemici.
Fossi pure il tuo Mitridate Assuefatto a sfidare il dardo velenoso, Sempre me immune dovrai abbracciare Per conoscere l'estasi del cuore.
Non ricordo più l'odore dei fiori i sapori di un piatto pieno e nemmeno i colori di un arcobaleno ma non scorderò mai il veleno che bevo ogni giorno non aspettarmi tesoro stavolta non torno.
Tutto è veleno, e nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto.
Come disse lo scorpione alla fanciulla morente: 'Sapevi che sono velenoso quando mi hai raccolto.'.
Salve signor Hindle, o come ti chiamano in ospedale: Zep. Voglio che tu faccia una scelta. C'è un veleno a lento rilascio in circolazione nel tuo sangue. Solo io ho l'antidoto. Devi uccidere una madre e sua figlia se vuoi salvarti. Segui attentamente quello che dico; rispetta le regole.
Il veleno più efficace non è quello che ti uccide, ma quello che ti tiene in vita.