A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si indovina.- Giulio Andreotti
A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si indovina.
Chiudo un occhio sui peccati di gola purché non si consumino con troppi generi d'importazione danneggiando la bilancia commerciale. Almeno per l'attuale periodo perfezionerei un famoso detto popolare: "Moglie, cibi e buoi...", comprendendo in questi ultimi soprattutto quelli destinati a bistecche.
So di essere di media statura, ma... non vedo giganti intorno a me.
Non si dimentichi mai che si è eletti per operare; e non si opera per essere eletti. La confusione dei fini risulterebbe nefasta.
Si fa bene a tenere un diario; ed è utile che tanta gente lo sappia.
In Italia vi è un'onda di corsi e ricorsi che fa passare l'opinione pubblica media, e talvolta anche quella di cospicue personalità politiche, da una autarchia avvilente e incostruttiva a una vera e propria soggiacenza alle altrui esperienze e fenomenologie.
Date al solitario pensatore la più cara delle sue gioie, quella di sapersi vivo nella vita di tutti.
Il pensare, che era un furore, è diventato un'arte.
Noi siamo quello che pensiamo.
Noi siamo come i nostri pensieri ci hanno fatto; perciò state attenti a cosa pensate.
Non si pensa nello stesso modo su una stessa cosa la mattina e la sera. Ma dov'è il vero, nel pensiero della notte o nello spirito del mezzogiorno? Due risposte, due razze di uomini.
Abbiamo poco controllo sui nostri pensieri. Siamo prigionieri delle idee.
Non bisogna pensare troppo, a questo mondo. Se no si diventa matti.
Pensare è il lavoro più arduo che ci sia, ed è probabilmente questo il motivo per cui così pochi ci si dedicano.
Accogli sempre l'opinione altrui, ma pensa a modo tuo.
Il pensare divide, il sentire unisce.