Il potere logora chi non ce l'ha.- Giulio Andreotti
Il potere logora chi non ce l'ha.
Non si dimentichi mai che si è eletti per operare; e non si opera per essere eletti. La confusione dei fini risulterebbe nefasta.
Cosa vorrei sulla mia epigrafe? Data di nascita, data di morte. Punto. Le parole delle epigrafi sono tutte uguali. A leggerle uno si chiede: ma scusate, se sono tutti buoni, dov'è il cimitero dei cattivi?
Siamo tutti eguali dinanzi al dentista, ma non tutti i dentisti sono uguali tra loro.
L'umiltà è una virtù stupenda. Ma non quando si esercita nella dichiarazione dei redditi.
La lealtà è molto importante, perché quando si sa che di uno ci si può fidare, allora si ha un legame straordinariamente fecondo.
Il potere non si prende, si raccatta.
Il potere non è un mezzo, è un fine. Non si stabilisce una dittatura nell'intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell'intento di stabilire una dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la tortura. Il fine del potere è il potere.
Ognuno vuole amici potenti. Ma loro ne vogliono di più potenti.
Tutto ciò che viene mangiato è oggetto di potere.
Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo.
Nulla è più anarchico del potere, il potere fa praticamente ciò che vuole.
La conoscenza è potere.
La democrazia ha bisogno della dissoluzione del potere privato. Finché esiste il potere privato nel sistema economico è una barzelletta parlare di democrazia. Non si può nemmeno parlare di democrazia, se non c'è un controllo democratico dell'industria, del commercio, delle banche, di tutto.
Come ogni altra cosa, il potere porta in sé la propria fine.
Avete il potere, il rango, il comando, l'influenza; noi abbiamo la ricchezza, la fonte sia della nostra forza che della nostra debolezza.