Qui lo dico e qui lo nego. C'è tutta l'Italia.- Giuseppe Pontiggia
Qui lo dico e qui lo nego. C'è tutta l'Italia.
Maestri di vita. Dispiace nei cosiddetti maestri non che cambino le idee, ma che le idee non li cambino.
L'occasione fa l'uomo onesto.
Abituarsi alla diversità dei normali è più difficile che abituarsi alla diversità dei diversi.
Perfino le persone prodighe diventano, con un avaro, oculate, attente improvvisamente alla ripartizione delle spese.
L'occhio che la cultura dovrebbe modificare nei confronti del disabile dovrebbe indurci a considerare il disabile non con commiserazione o come un diverso ma con solidarietà, come un compagno di viaggio, certamente sfortunato in certe forme di handicap, ma non estraneo alla nostra esperienza.
Ahi fiacca Italia, d'indolenza ostello, Cui niegan corpo i membri troppi e sparti, Sorda e muta ti stai ritrosa al bello?
L'Italia sta in piedi solo perché non sa da che parte cadere.
Fra 30 anni l'Italia non sarà come l'avranno fatta i governi, ma come l'avrà fatta la TV.
L'Italia è sempre stata una squadra rispettata in tutto il mondo.
L'Italia non è una provincia, è la Signora delle altre province.
In Italia ci sta il mare per nuotare e per pescare, con le spiagge tutte bianche, gli ombrelloni stesi al sole.
Il tempo è la cosa che più abbonda in Italia, visto lo spreco che se ne fa.
Adoro l'Italia perché non è pretenziosa come la Francia e ogni volta che ci vado sono accolta da folle enormi e calorose.
Mi mancano gli italiani, il modo in cui si riuniscono per cenare, le loro priorità.
La scommessa vera, in un paese democratico che vuole crescere come l'Italia che va in Europa, è quella di formare le giovani generazioni alla cultura della legalità.