Qui lo dico e qui lo nego. C'è tutta l'Italia.- Giuseppe Pontiggia
Qui lo dico e qui lo nego. C'è tutta l'Italia.
Di solito l'ironia, più che un effetto riuscito, è una intenzione mancata.
C'è più da imparare dalle oscurità di un maestro che dalla chiarezza di un discepolo.
Chi si accontenta non gode.
Quello che sorprende non è che si occupino di tutto, ma che ne abbiano il tempo. Se passano il tempo a rispondere alle domande, dove trovano il tempo per porsele?
Carisma. Parola che lo sta perdendo, per averlo distribuito a troppi.
Il bel paese ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe.
Tutto il male dell'Italia viene dall'anarchia. Ma anche tutto il bene.
La nostra unità richiede pluralismo, sussidiarietà. Questo vale per l'Italia e anche per l'Europa.
Gli italiani si governano da soli.
L'idea della unificazione d'Italia e della sua costituzione a regno fu principalmente sparsa dai militari napoleonici, che, sciolto il grande esercito, tornarono ai loro focolari.
Queste due malattie italiane: l'avvocato e il professore.
Il tempo è la cosa che più abbonda in Italia, visto lo spreco che se ne fa.
L'Italia è un Paese di contemporanei senza antenati né posteri perché senza memoria di se stesso.
È tempo che anche l'Italia vada annoverata fra le nazioni libere e potenti.
L'Italia è diventata un bordello. Non perché il premier va a escort e qualcun altro a trans, ma perché sono state sovvertite tutte le regole. Un bordello squallido e triste, la cui cupezza si respira nell'aria.