Un crimine generalizzato diviene ben presto un diritto.- Gustave Le Bon
Un crimine generalizzato diviene ben presto un diritto.
Dominare o essere dominati, non c'è, per l'animo femminile, altra alternativa.
L'anarchia è ovunque quando la responsabilità non è da nessuna parte.
Gli uomini in società non possono vivere senza tirannia, la più accettabile è ancora quella delle leggi.
Le persone virtuose si vendicano spesso delle costrizioni che si impongono con la noia che ispirano.
Bisogna possedere uno spirito molto indipendente per crearsi cinque o sei opinioni personali nel corso dell'esistenza.
Tutti possiamo essere spregevoli. Ognuno di noi porta con sé un crimine commesso o un crimine che l'anima gli chiede di commettere.
Occorre fare attenzione a non lasciare che i crimini commessi da singole persone o da piccoli gruppi ci facciano cadere nella trappola delle "generalizzazioni", in modo che questi atti condizionino il nostro modo di guardare a intere popolazioni, intere regioni e religioni.
Abbastanza spesso il criminale non è all'altezza della sua azione: egli la immeschinisce e la calunnia.
C'è chi, come prezzo del proprio misfatto, ebbe la forca, chi la corona.
Ogni criminale è il boia di se stesso.
Il crimine è una sorta di malattia e dovrebbe essere trattato come tale.
Il crimine e le vite scellerate sono la misura del fallimento di uno Stato, ogni crimine alla fine è il crimine della comunità.
La lotta alla criminalità organizzata è molto difficile, perché la criminalità è organizzata, ma noi no.
Se i criminali agissero sempre secondo un orario ben preciso, come i treni, sarebbe certo molto comodo.
Criminali. Gente che pensa male dei carabinieri, e di cui i carabinieri pensano peggio.