La fretta è del diavolo. La lentezza è di Dio.- Henry Louis Mencken
La fretta è del diavolo. La lentezza è di Dio.
Immortalità. La condizione di un uomo morto che non crede d'essere morto.
Nove volte su dieci, nelle arti come nella vita, non c'è nessuna verità da scoprire; c'è solo un errore da denunciare.
La coscienza è quella voce interiore che ci avverte della possibilità che qualcuno ci stia guardando.
Gli uomini lavorano semplicemente per sfuggire all'agonia deprimente della vita contemplativa - dato che il loro lavoro, come il loro gioco, è un idolo che li serve, consentendo loro di fuggire dalla realtà.
La vera patria delle apocalissi e delle escatologie è l'India. Si sono inventati più paradisi e inferni qui, che in tutto il resto del mondo, e la loro influenza è visibile in tutte le teologie moderne.
Nella vita di tutti i giorni c'è sempre un domani. Non c'è urgenza.
Andare lento e correre sono errori di pari gravità.
A che ti serve leggere quando c'è la televisione piazzata lì davanti a te? Quello che può insegnarti un libro puoi impararlo meglio e più in fretta dalla televisione.
Si decide in fretta di essere amici, ma l'amicizia è un frutto che matura lentamente.
Nessun uomo che sia in premura può dirsi civilizzato.
Metà della nostra vita viene spesa cercando di trovare qualcosa da fare nel tempo che ci siamo affrettati per tutta la vita a cercare di risparmiare.
L'uomo moderno pensa di perdere qualcosa del tempo quando non fa le cose in fretta. Però non sa che farsene del tempo che guadagna, tranne ammazzarlo.
Se non ci fosse l'ultimo momento, non si riuscirebbe a far niente.
Non deve l'uomo nobile correre per via, né troppo affrettarsi; che ciò conviene al palafreniere, e non al gentiluomo.
L'eccessivo valore che diamo ai minuti, la fretta, che sta alla base del nostro vivere, è senza dubbio il peggior nemico del piacere.