Rimbaud dalla letteratura passò alla vita: io ho fatto il contrario.- Henry Miller
Rimbaud dalla letteratura passò alla vita: io ho fatto il contrario.
Non smettete mai di sognare, non accontentatevi mai di quello che avete, di quello che siete... La pigra quotidianità nasconde la felicità, che spesso è a un passo dalle vostre possibilità.
La storia del mondo è la storia di pochi privilegiati.
Ciò che tiene insieme il mondo, ho imparato a mie spese, è il rapporto sessuale.
Goethe era un rispettabile cittadino, un pedante, un noioso, uno spirito universale, ma segnato col marchio di fabbrica tedesco, l'aquila bicipite. La serenità di Goethe, la sua tranquilla, olimpica disposizione, non è altro che il sonnolento stupore di una divinità borghese tedesca.
Ciò che non è in mezzo alla strada è falso, derivato, vale a dire: letteratura.
Il più grande capolavoro letterario non è altro che un vocabolario in disordine.
La medicina è la mia legittima sposa, mentre la letteratura è la mia amante: quando mi stanco di una, passo la notte con l'altra.
La letteratura non permette di camminare, ma permette di respirare.
Poiché nulla di sé e del mondo sa la generalità degli uomini, se la letteratura non glielo apprende.
La letteratura normale è solo mondo esteriore, la poesia è solo mondo interiore. Nel mio modo di scrivere ci sono entrambe le cose. Io sono un epico lirico.
La caratteristica fondamentale della letteratura italiana è un continuo intrecciarsi di destra e di sinistra.
Mi chiedo se la letteratura non si stia ritirando dalla vita pubblica e se per i giovani scrittori Internet non rappresenti una sorta di parco giochi. In questo periodo assistiamo a una situazione di stallo, a una stagnazione cui il vocabolo "comunicazione" conferisce una certa aura.
La letteratura, ben lungi dall'esprimere la totalità dell'uomo, non è espressione, ma provocazione.
In letteratura l'egoismo schietto è piacevolissimo.
Malgrado tutto, i letterati rimangono persone di qualità intellettuale, e ignorare certi libri, certe peculiarità della scienza letteraria, resterà sempre, quand'anche si tratti di un uomo di genio, un segno di rozzezza intellettuale.