Non sapevo come adorare fino a quando non ho saputo come amare.- Henry Ward Beecher
Non sapevo come adorare fino a quando non ho saputo come amare.
Nessun caffè può essere buono al palato se prima non manda una dolce offerta aromatica alle narici.
Non guardarti indietro in cerca di fortuna e non sognare la stessa nel futuro. Tu sei certo solo dell'oggi; non lasciarti fuorviare da questa realtà.
Per quanto sia minaccioso il futuro, se oggi puoi mangiare, godere la luce del sole, rallegrati in buona compagnia, godi di queste cose e ringrazia Iddio. Non cercare la felicità nel passato, non sognarla nel futuro. La tua sola certezza è nell'oggi: bada a non fartela rubare.
Io non ho mai sentito un uomo mattiniero, gran lavoratore, prudente, attento nei suoi guadagni, e rigorosamente onesto, che si lamentasse della cattiva fortuna.
I fiori sono le cose più dolci che Dio abbia mai creato e ha dimenticato di infondergli un'anima.
Se siamo devoti di Maria, dobbiamo imitarla.
L'attaccamento è fabbricatore d'illusioni; chi vuole il reale dev'essere distaccato.
Gli italiani, con la loro religiosità esteriore fatta di processioni, di madonne che piangono, di statue che sanguinano, alla fin fine se ne fregano.
La tua ignoranza è madre della tua devozione per me.
I matrimoni senza amore sono orribili. Ma vi è qualcosa di peggiore di un matrimonio assolutamente senza amore. É il matrimonio in cui vi sono amore, fedeltà, devozione, ma solo da una parte: uno dei due cuori si spezzerà sicuramente.
La devozione è una vera malattia dell'anima; si ha un bel fare, è impossibile correggerla. Più facilmente s'impregna nell'anima degl'infelici, perché li consola, offre chimere per consolarli dei loro mali, per cui è più difficile estirparla in costoro che negli altri.
In Italia non c'è niente di sacro, tranne l'osso dove si prendono i calci.
L'attaccamento alla famiglia ha reso l'uomo carnivoro.
Il figlio devoto eredita le amicizie del padre come ne riceve le proprietà.
Devozione. Leggera forma di aberrazione mentale provocata da cause diverse; in amore da un surplus di pressione sanguigna; in materia religiosa da dispepsia cronica.