Quei bordelli del pensiero che si chiamano giornali.- Honoré de Balzac
Quei bordelli del pensiero che si chiamano giornali.
L'insuccesso ci fa sentire sempre il potere delle nostre pretese.
E così voi credete nella realtà!... Mi affascinate, davvero. Non vi avrei mai supposto ingenuo a tal segno. La realtà! Avanti, parlatemene, di questa realtà! Sottraetevi a queste candide fantasie. Suvvia! Siamo noi che la creiamo, la realtà.
Nella disgrazia bisogna rispettare coloro che si sono rispettati nella grandezza.
Ci sono abissi che l'amore non può superare, nonostante la forza delle sue ali.
Nelle immersioni sul fondo del piacere rischiamo di prendere più sabbia che perle.
Giornalista: uno scrittore, la cui immaginazione creatrice è limitata dalla realtà.
Ma una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale come una freccia dall'arco scocca vola veloce di bocca in bocca.
Il giornalista è uno che, dopo, sapeva tutto prima.
Non sono le notizie che fanno il giornale, ma il giornale che fa le notizie.
Grande è il giornalismo. Un abile direttore di giornale non è il governatore del mondo, essendo uno di coloro che lo persuadono?
Le notizie, se non riportate, non hanno alcun impatto. Tanto valeva che non fossero mai accadute.
Bisogna imparare a stare da soli: senza telefonino, senza computer, senza musica, senza televisione, senza messaggini, senza giornali e riviste, almeno per un'ora o qualche ora al giorno. Imparare a pensare, da soli.
Io non amo la stampa. Non ho simpatia per la superficialità ed inesattezza.
Stampando una notizia in grandi lettere, la gente pensa che sia indiscutibilmente vera.
Credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere.