Quei bordelli del pensiero che si chiamano giornali.- Honoré de Balzac
Quei bordelli del pensiero che si chiamano giornali.
La malattia del nostro tempo è la superiorità. Ci sono più santi che nicchie.
Il matrimonio è un combattimento ad oltranza, prima del quale gli sposi domandano al cielo la sua benedizione.
È un segno di mediocrità essere incapaci d'entusiasmo.
Nessuno osa dire addio alle proprie abitudini. Più di un suicida s'è fermato sulle soglie della morte pensando al caffè dove andava a giocare tutte le sere la sua partita a domino.
L'uomo muore una prima volta nel momento in cui perde l'entusiasmo.
Il giornale è la conserva del giorno.
La spottizzazione degli spazi minimi all'interno della televisione e dei giornali, indica un cambiamento rispetto a come viene proposta la pubblicità, sempre più massiccia ma al contempo sempre più invisibile, subliminale, quasi ossessiva, onnipresente.
La preghiera del mattino dell'uomo moderno è la lettura del giornale. Ci permette di situarci quotidianamente nel nostro mondo storico.
Editorialista: il dovere di un editorialista è quello di dire la verità. Il suo mestiere è di far credere che la conosce.
Chi di voi vorrà fare il giornalista, si ricordi di scegliere il proprio padrone: il lettore.
Quando un giornalista gli chiese cosa pensava della civilizzazione dell'occidente: penso sia una buona idea.
Il giornalista può essere fazioso, il giornalismo non lo è mai.
Grande è il giornalismo. Un abile direttore di giornale non è il governatore del mondo, essendo uno di coloro che lo persuadono?
Come vorrei, certi giorni, che davvero i giornali raccontassero soltanto balle.
Il giornale è un libro diminuito, come il libro è un giornale ampliato.