Quei bordelli del pensiero che si chiamano giornali.- Honoré de Balzac
Quei bordelli del pensiero che si chiamano giornali.
Le donne sono sempre sincere, anche nelle loro più grandi falsità, perché cedono a qualche sentimento naturale.
La forza crea l'abuso.
Un marito non deve mai addormentarsi per primo né svegliarsi per ultimo.
L'amore è la poesia dei sensi.
Il privilegio di trovarsi dappertutto a casa propria appartiene solo ai re, alle puttane e ai ladri.
I giornali si dividono essenzialmente in due gruppi: quelli di partito e quelli di parte.
La cronaca è letteratura sotto pressione.
Quando faccio un incidente, per i giornali, la televisione o per quello che immagina la gente, è come se io avessi fatto cinque incidenti.
La stampa libera può, naturalmente, essere buona o cattiva, ma è certo che senza libertà non potrà essere altro che cattiva.
Tutti i giornalisti sono, per via del loro mestiere, degli allarmisti; è il loro modo di rendersi interessanti.
La stampa non è l'opinione pubblica.
La differenza tra letteratura e giornalismo consiste nel fatto che il giornalismo è illeggibile e che la letteratura non viene letta.
Io del giornale leggo sempre i necrologi e i cinema. Se è morto qualcuno che conosco vado al funerale. Se no vado al cinema.
E' una calunnia che i giornali non stimolino i propri lettori al pensiero. Di certo li portano ai cruciverba.
Consiglio a un giovane cronista: Se vuoi carpire una notizia, di' che già la sai.