I giornali si dividono essenzialmente in due gruppi: quelli di partito e quelli di parte.- Dino Basili
I giornali si dividono essenzialmente in due gruppi: quelli di partito e quelli di parte.
Tra politologia e parapolitologia, ahimè trionfante, corre più o meno la differenza che passa tra noia e paranoia.
A volte, l'indifferenza è un rinnovato segno d'interesse.
L'inchiostro senza macchia si vende in cartoleria, quello senza paura non è in commercio.
Parlano poco per essere amici, troppo per essere innamorati.
Una ragazza delle medie una volta mi scrisse: perché sui giornali si parla solo delle cose che succedono e mai della vita? Anche la vita succede.
Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.
Grande è il giornalismo. Un abile direttore di giornale non è il governatore del mondo, essendo uno di coloro che lo persuadono?
Ormai è consenso comune che il popolo italiano non legge i giornali, li ripassa; ch'egli non sa che farne degli articoli di fondo, poiché gli basta il notiziario.
Per quel che riguarda il giornalismo moderno, non è affare mio difenderlo. Giustifica la sua esistenza attraverso il principio darwiniano della sopravvivenza del più volgare. Io ho soltanto a che fare con la letteratura.
Quei bordelli del pensiero che si chiamano giornali.
Ma una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale come una freccia dall'arco scocca vola veloce di bocca in bocca.
Non invento i miei libri: saccheggio storie dai giornali o ascolto con orecchio attento le vicende degli amici. Da questi spunti poi i miei personaggi emergono da soli, con naturalezza.
Non sono le notizie che fanno il giornale, ma il giornale che fa le notizie.
Il giornale è la conserva del giorno.