I giornali sarebbero ansiogeni? Ma la Bibbia non comincia forse con un delitto?- Enzo Biagi
I giornali sarebbero ansiogeni? Ma la Bibbia non comincia forse con un delitto?
Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.
Denunciare è del giornalismo, proporre soluzioni è già politica.
Il bello della democrazia è proprio questo: tutti possono parlare, ma non occorre ascoltare.
La società è permissiva nelle cose che non costano nulla.
Nella storia dell'umanità non cala mai il sipario. Se solo ci si potesse allontanare dal teatro prima della fine dello spettacolo.
Credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere.
I giornalisti scrivono perché non hanno niente da dire, e hanno qualcosa da dire perché scrivono.
Quando un giornalista gli chiese cosa pensava della civilizzazione dell'occidente: penso sia una buona idea.
Il giornalista deve avere sempre e comunque una religione del dubbio.
Bisogna imparare a stare da soli: senza telefonino, senza computer, senza musica, senza televisione, senza messaggini, senza giornali e riviste, almeno per un'ora o qualche ora al giorno. Imparare a pensare, da soli.
Un giornalista in buone condizioni di salute fisica e mentale non trova mai belli gli articoli di un altro, neppure se è suo figlio. Anzi, specialmente se è suo figlio.
La libertà di stampa dovrebbe essere condizionata dal più rigoroso divieto dell'anonimato.
Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.
Quando il presidente del Consiglio dona a un giornalista un orologio Cartier il giornalista lo accetta, il giornalista medesimo tende poi spontaneamente alla bontà.
I giornalisti dicono una cosa che sanno che non è vera, nella speranza che se continueranno a dirla abbastanza a lungo sarà vera.