I giornali sarebbero ansiogeni? Ma la Bibbia non comincia forse con un delitto?- Enzo Biagi
I giornali sarebbero ansiogeni? Ma la Bibbia non comincia forse con un delitto?
La storia è una guida alla ricerca dell'uomo.
Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà.
Quando sento dire che uno è considerato un innovatore perché decide di leggere il TG in piedi, è come se ti chiedessero se scrivi con la biro o con la macchina, e quanto questo influisce.
È talmente ignorante che quando sente parlare di Tassoni pensa subito alla cedrata.
Quando penso alla Russia penso al dolore: non solo ai drammi, ma anche alle miserie di ogni giorno.
Come diceva Orson Welles, per avere materiale sempre nuovo basta affidarsi alla cronaca.
Credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere.
I giornali italiani non sono tanto dannosi quanto irrilevanti.
Il sostantivo è la testa, il verbo il piede, l'aggettivo sono le mani. I giornalisti scrivono con le mani.
Il giornalismo è il luogo ove uno passa la vita a parlare di cose che ignora e a tacere le cose che sa.
Se le parole sono state inventate per nascondere il pensiero, allora i giornali sono un grande miglioramento di una pessima invenzione.
Nel giornalismo c'è questo di buono: ciò che è scritto oggi è dimenticato domani.
Mi piace respirare la chiarezza Sentire dentro un po' di tenerezza Rompendo i bugigattoli dei dogmi culturali stampati sulle tavole di pietra o sui giornali.
Quando avevo sedici anni andai a lavorare in un quotidiano di Hong Kong. Era un giornalaccio, ma il suo editore mi insegnò una cosa importante. Il segreto di una grande storia non è chi, o il cosa o il quando, ma il perché.
Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo.