I giornali sarebbero ansiogeni? Ma la Bibbia non comincia forse con un delitto?- Enzo Biagi
I giornali sarebbero ansiogeni? Ma la Bibbia non comincia forse con un delitto?
La televisione riempie molte solitudini.
La vita è un rischio che non si può fare a meno di correre.
La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà.
È talmente ignorante che quando sente parlare di Tassoni pensa subito alla cedrata.
Una ragazza delle medie una volta mi scrisse: perché sui giornali si parla solo delle cose che succedono e mai della vita? Anche la vita succede.
Quando faccio un incidente, per i giornali, la televisione o per quello che immagina la gente, è come se io avessi fatto cinque incidenti.
Chi di voi vorrà fare il giornalista, si ricordi di scegliere il proprio padrone: il lettore.
Peste della patria è il giornalismo che accetta le notizie senza vagliarle, quando pur non le inventa.
I giornalisti si scusano sempre con noi in privato per quello che hanno scritto contro di noi in pubblico.
Una sola frase basterà a descrivere l'uomo moderno: egli fornicava e leggeva i giornali.
Lei si preoccupa di quello che pensa la gente? Su questo argomento posso illuminarla, io sono un'autorità su come far pensare la gente. Ci sono i giornali per esempio, sono proprietario di molti giornali da New York a San Francisco.
Leggo avidamente il giornale. È la mia unica fonte di continua finzione letteraria.
Giornalista è un tale che ha mancato il proprio mestiere.
I giornalisti seguono e descrivono gli eventi. Naturalmente è sbagliato quando magari cercano di crearli in laboratorio, perché poi questi influenzino i processi. Non è compito del giornalista. Il compito del giornalista è quello di raccontare la realtà, fornire un servizio ai propri lettori.