Simula le buone azioni. Avrà un paradiso posticcio?- Dino Basili
Simula le buone azioni. Avrà un paradiso posticcio?
Dagli amici si vogliono critiche impietose che poi non si perdonano.
Parlano poco per essere amici, troppo per essere innamorati.
Tra politologia e parapolitologia, ahimè trionfante, corre più o meno la differenza che passa tra noia e paranoia.
L'amicizia non sopporta, a ogni ora, dosi massicce di franchezza. Guai però se non apre una scuola permanente di tolleranza.
E' raro che due amici, ogni tanto, non si scambino gli occhi.
Nessuna azione sarà considerata innocente, a meno che la volontà non lo sia stata, perché l'azione è stata dettata dalla volontà.
Non intraprendere nessuna azione a caso, né in altro modo che non sia perfettamente a regola d'arte.
Dando troppa importanza alle buone azioni si finisce col rendere omaggio al male: si lascia supporre che le buone azioni non hanno pregio in quanto sono rare e che la malvagità e l'indifferenza determinano assai frequentemente le azioni degli uomini.
Le azioni umane non vanno derise, compiante o detestate: vanno comprese.
Ho assiduamente cercato di imparare a non ridere delle azioni degli uomini, a non piangerne, a non odiarle, ma a comprenderle.
È preferibile non fare un'azione che non va fatta, perché dopo ci si pente. Ciò che va fatto è meglio farlo bene, perché non ci si penta.
Nessuna azione naturale si pò abreviare.
Ciò che i vecchi vi dicono che voi non potete fare, fatelo: così scoprirete che invece ne siete capaci. Azioni vecchie per i vecchi e azioni nuove per gente nuova.
Le azioni degli uomini non scaturiscono neppure per la centesima parte da riflessioni razionali. Si può essere pienamente convinti dell'assurdità di un certo comportamento, e tuttavia attuarlo con fervore.
Meglio accendere una candela che brancolare nell'oscurità.