La stampa non è l'opinione pubblica.- Otto von Bismarck
La stampa non è l'opinione pubblica.
Non si fa la politica con discorsi, feste popolari e canti, la si fa solo con sangue e ferro.
Nei conflitti europei, per i quali non c'è un tribunale competente, il diritto si fa valere solo con le baionette.
L'amore è cieco. L'amicizia chiude gli occhi.
Che cos'è un opportunista? È un uomo che afferra l'occasione più favorevole per attuare ciò che ritiene utile e conveniente; che è il compito di tutta la diplomazia.
Non c'è vocabolo di cui non si sia oggi fatto così largo abuso come di questa parola: libertà. Non mi fido di questo vocabolo, per la ragione che nessuno vuole la libertà per tutti; ciascuno la vuole per sé.
Il giornalismo è anche dominato dagli eventi. È dominato giustamente dalle notizie. Spesso si ritorna a parlare di una situazione, di un Paese, di un'emergenza, grazie o in conseguenza di una notizia, di un episodio.
Il sostantivo è la testa, il verbo il piede, l'aggettivo sono le mani. I giornalisti scrivono con le mani.
I giornalisti scrivono perché non hanno niente da dire, e hanno qualcosa da dire perché scrivono.
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori.
C'è chi ha parlato di prostituzione intellettuale ma c'è una grande differenza tra una prostituta e certi giornalisti: ci sono cose che una prostituta non fa. Per questo esistono le escort.
Sento un profondo disgusto per i giornali, ossia per l'effimero, per il transitorio, per quanto oggi è importante ma domani non lo sarà più.
Nel giornale si trova tutto. Basta leggerlo con sufficiente odio.
La moltitudine dei giornali è la letteratura e la tirannide degl'ignoranti.
Il giornalista deve avere sempre e comunque una religione del dubbio.
Leggo avidamente il giornale. È la mia unica fonte di continua finzione letteraria.