La depressione è una malattia democratica: colpisce tutti.- Indro Montanelli
La depressione è una malattia democratica: colpisce tutti.
I princìpi restano e le idee invece cambiano con gli uomini cui vengono date in appalto.
La democrazia è sempre, per sua natura e costituzione, il trionfo della mediocrità.
Forse uno dei guai dell'Italia è proprio questo, di avere per capitale una città sproporzionata per nome e per storia, alla modestia di un Popolo che quando grida "forza Roma" allude solo ad una squadra di calcio.
Temere l'amore è temere la vita, e chi teme la vita è già per tre quarti morto.
Questa non è la destra, questo è il manganello. Gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello.
Ha capovolto del tutto la sua vita. Prima era triste e depresso. Ora è depresso e triste.
Nei miei film depressione e tristezza entrano sempre in gioco.
Quando sento che mi prende la depressione, torno a Firenze a guardare la cupola del Brunelleschi: se il genio dell'uomo è arrivato a tanto, allora anche io posso e devo provare a creare, agire, vivere.
Il realismo è semplicemente una maschera per la vera essenza della depressione, che è l'opprimente alienazione dal resto dell'umanità.
Nessuno ascolta storie tanto deprimenti quanto quelli che sono gravemente feriti in un letto d'ospedale.
La moderazione è qualcosa di fatale. Il sufficiente è deprimente come un pasto regolare, il sovrabbondante gradevole come un banchetto.
Durante la mia malattia non ho pensato di rimettere mano al testamento, mi avrebbe depresso. Voglio continuare a divertirmi e lavorare nella mia azienda che resterà indipendente anche se ci saranno cambiamenti nel management.
Non sono un tipo che si deprime, ma, se succede a tutti, capita anche a me.
Gli americani sono troppo depressi per essere attivi sessualmente.
I deserti d'Arabia non sono nulla di fronte alla nostra civilizzata desolazione.