Del senno di poi si può sempre ridere e anche di quello di prima, perché non serve.- Italo Svevo
Del senno di poi si può sempre ridere e anche di quello di prima, perché non serve.
Penso che il rimorso non nasca dal rimpianto di una mala azione già commessa, ma dalla visione della propria colpevole disposizione. La parte superiore del corpo si china a guardare e giudicare l'altra parte e la trova deforme. Ne sente ribrezzo e questo si chiama rimorso.
Fuori della penna non c'è salvezza.
La vita attuale è inquinata alle radici.
Si piange quando si grida all'ingiustizia.
La malattia è una convinzione ed io nacqui con quella convinzione.
Ridere è il linguaggio dell'anima.
Mentre si ride, si pensa che ci sarà sempre tempo per la serietà.
La più perduta di tutte le giornate è quella in cui non si è riso.
Credo nel potere del riso e delle lacrime come antidoto all'odio e al terrore.
La risata è per definizione sana.
Il riso è il sole che scaccia l'inverno dal volto umano.
E se per una volta ridessimo sul latte versato?
A che scopo dobbiamo vivere, se non per essere presi in giro dai nostri vicini e ridere di loro a nostra volta?
Non ridere alle battute di chi prende in giro la gente, poiché sarai detestato da coloro che vengono presi in giro.
Abbiamo anche molto riso, perché ridere insieme è un altro dei fondamenti essenziali del vivere.