Non è indegno dell'uomo piangere.- Jean Cardonnel
Non è indegno dell'uomo piangere.
Chi è il nostro prossimo? Colui che è vicino a noi, ma che non abbiamo ancora mai notato, che aspetta da noi il gesto di fiducia, di stima, di amicizia.
Soltanto le lacrime hanno il potere di rimuovere il nostro essere fin nelle sue profondità.
Non c'è un solo uomo che non sia destinato a diventare Dio.
Le lacrime distruggono il nostro essere artificiale e ci rivelano ciò che siamo.
Niente diminuisce, niente deperisce tanto quanto i beni che l'uomo si ostina a conservare.
Non vi sono lacrime così perfide come quelle di cui lei fingerà di risparmiarti la vista.
Se alle nostre lacrime non porrà termine la ragione, non lo porrà la fortuna.
Allorché il Santo Benedetto si sovviene dei suoi figli esposti alle angosce - han detto i sapienti di grata memoria - Egli versa due lacrime nell'oceano, e la lor voce risuona da una estremità all'altra del mondo!
Il piangere si addice solo o ai seduttori che vogliono conquistare con le frasi l'incauta vanità delle donne, o ai sognatori.
Le nostre lacrime manifestano sempre la qualità del nostro essere.
Pare che in Italia, solo nell'ultimo secolo, ci siano state ben quattrocento Madonne piangenti e non una, dico una, che sorride.
Le lacrime consumano il cuore di pietra e rivelano il cuore di carne.
V'è più genio in una lacrima che in tutti i musei e in tutte le biblioteche dell'universo.
Piangere è facilissimo: basta tirar fuori una lacrima che subito dopo arrivano le altre. Ci si commuove del fatto che si sta piangendo.