Ventre affamato non ha orecchie.- Jean de La Fontaine
Ventre affamato non ha orecchie.
Non siamo così difficili: i più accomodanti, sono i più intelligenti.
Ingannare chi inganna è un piacere doppio.
Piuttosto soffrire che morire, è il motto degli uomini.
È doppio il piacere nell'ingannar chi inganna.
La miseria è il legame più stretto dei cuori.
La società ha fame di conoscenza.
Principio e fine di ogni bene è la soddisfazione del ventre, e al ventre si riporta tutto ciò che è superfluo e ogni marchingegno umano.
La continua intenzione di iniziare una nuova vita, senza però trovare mai il tempo per farlo, è come l'uomo che rimanda di mangiare e bere un giorno dopo l'altro finché non arriva a morire distrutto dalla fame.
La fame è la compagna dell'uomo inoperoso.
Se uno di noi, uno qualsiasi di noi esseri umani, sta in questo momento soffrendo come un cane, è malato o ha fame, è cosa che ci riguarda tutti. Ci deve riguardare tutti, perché ignorare la sofferenza di un uomo è sempre un atto di violenza, e tra i più vigliacchi.
Se vedi un affamato non dargli del riso: insegnagli a coltivarlo.
Un bel discorso non è mai bastato ad acquietare gli stomachi vuoti.
Il ventre non è insaziabile come dice la gente, ed è falsa l'opinione che il ventre sia insaziabile.
L'uomo sazio si imbatte senza alcuna emozione negli affamati.
Dicono che chi è sazio non può capire chi è affamato; io aggiungo che un affamato non capisce un altro affamato.