Ventre affamato non ha orecchie.- Jean de La Fontaine
Ventre affamato non ha orecchie.
Un amico... niente è più comune del nome, nulla più raro della cosa.
Mi piego ma non mi spezzo.
Nulla è più pericoloso di un amico senza discernimento: perfino un nemico prudente è preferibile.
La grazia, più bella ancora che la bellezza.
Spesso s'incontra il proprio destino nella via che s'era presa per evitarlo.
Ecco ciò che Gesù esige da noi, non ha bisogno affatto delle nostre opere, ma soltanto del nostro amore, perché questo Dio stesso che dichiara di non aver bisogno di dirci se ha fame, non ha esitato a mendicare un po' d'acqua dalla Samaritana.
Quando si ha la pancia vuota non ci si pone altro problema che quello della pancia vuota. È quando ci lasciamo alle spalle lo sfruttamento e la dura fatica che cominciamo davvero a porci domande sul destino dell'uomo e sulle ragioni della sua esistenza.
Dopo mesi di fame, ci siamo improvvisamente ritrovati in grado di consumare i pasti come fossero destinati agli dei, e con l'appetito che gli dei avrebbero potuto invidiarci.
La verità non è sempre bella, ma la fame di verità sì.
Una tazza di caffè e una sigaretta, perché fare zazen? e da qualche parte c'è chi sta combattendo con spaventose carabine, le mani incrociate sul petto, le cinture appesantite dalle granate, in preda alla sete, alla fame, al terrore, alla pazzia.
Un osso dato a un cane non è carità. Carità è un osso diviso col cane, quando sei affamato come il cane.
Quelli che soffrono d'indigestione stanno male quanto quelli che muoiono di fame.
Chi mangia dimentica la fame altrui.
L'infermità fa dolce la salute, il male il bene, la fame la sazietà, la fatica il riposo.
Non raccontiamoci che una volta c'erano dei sapori straordinari, piuttosto c'era una fame straordinaria.