Saper accordare cose di cattivo gusto, ecco il colmo dell'eleganza.- Jean Genet
Saper accordare cose di cattivo gusto, ecco il colmo dell'eleganza.
Si è spesso parlato dell'influenza del paesaggio sui sentimenti, ma non credo si sia mai parlato di quest'influenza su un atteggiamento morale.
Una creazione che non abbia all'origine l'amore è inconcepibile.
Il giardiniere è la più bella rosa del suo giardino.
Dalla bellezza della sua espressione dipende la bellezza d'un atto morale. Il dire che è bello già decide che lo sarà. Resta da provarlo.
Creare non è uno dei soliti giochetti un tantino frivoli. Il creatore s'è impegnato in un'avventura terrificante che consiste nell'assumersi egli stesso sino in fondo i pericoli corsi dalle sue creature.
Più si è raffinati, più si soffre.
La tecnica alleata alla mancanza di gusto è la più terribile nemica dell'arte.
Cos'è, in fondo, il cattivo gusto? È invariabilmente il gusto dell'epoca che ci ha preceduto.
Sembra esserci quasi un desiderio generale di denigrare la capacità, di sottovalutare il lavoro e di sminuire le prestazioni di coloro che hanno solo il genio, l'arguzia e il gusto di consigliarlo.
I gusti sono la moneta spicciola dell'amore.
Io sono un democratico convinto che ha, sì, i suoi gusti, ottimi, ma tiene conto però del diritto al cattivo gusto altrui, e credo che nessuno, io compreso e quindi neppure Dio, debba avere licenza di volere il mondo a sua immagine e somiglianza.
Il gusto è, per così dire, il microscopio del discernimento.
E' pretenzioso creare arte solo per il gusto di colpire l'ego degli artisti.
Perché il gusto, il più rozzo dei sensi, è dispensato dalle regole etiche che governano gli altri sensi?