La sete è una compagna pericolosa.- Jerome K. Jerome
La sete è una compagna pericolosa.
Mi piace il lavoro, mi affascina. Potrei stare per ore seduto ad osservarlo...
È una strana cosa il letto, questa imitazione di tomba, ove adagiamo le membra stanche, e sprofondiamo quietamente nel silenzio e nel riposo.
Essere poveri è il meno. È l'esser conosciuti come poveri, che fa male.
Sii eloquente, profondo e tenero; guarda, con occhio limpido, nella natura e nella vita; apri le candide ali del trepido pensiero, e librati, spirito divino, sul mondo turbinoso al disotto, su per i lunghi sentieri delle stelle fiammeggianti fino alle porte dell'eternità.
È impossibile godere della pigrizia fino in fondo se non si ha parecchio lavoro da compiere.
Sete. Devo svegliarmi. Devo aprire gli occhi. La ciotola accanto al giaciglio. L'acqua fresca non estingue solo la sete, placa anche il frastuono nella testa, è una cosa che conosco.
Quando si ha sete, per dissetarsi bisogna lasciare i libri che spiegano le cose, e bere.
È come aver sete e bere. Non c'è niente di più semplice che aver sete e bere; essere soddisfatti nel bere e nell'aver bevuto; non aver più sete. Semplicissimo.
Ho una sete, da far temere la cancrena: i fiumi arduani e belgi, le spelonche, ecco il mio rimpianto.
Colui che ha sete è lieto di bere, ma non si rattrista perché non riesce a prosciugare la fonte.
Di sete muore chi un sapore aspetterà.
Che se la sete non è presente, bevo per la sete futura.