Noi siamo gli infelici schiavi del nostro stomaco.- Jerome K. Jerome
Noi siamo gli infelici schiavi del nostro stomaco.
La sorte del timido non è felice. Gli uomini non lo possono soffrire, le donne lo disprezzano, e lui si disprezza e non si può soffrire.
La sete è una compagna pericolosa.
L'ambizione non è che una semplice vanità passata di grado.
Voglio una casa che abbia superato tutti i suoi problemi, non voglio passare il resto della mia vita tirando su una casa giovane e inesperta.
Conobbi un uomo che all'ora della sveglia balzava subito dal letto e faceva un bagno freddo. Ma questo eroismo non serviva a nulla perché, dopo il bagno, doveva saltare di nuovo dentro al letto per scaldarsi.
Chi mangia a gusto d'altri non mangia mai cosa gli faccia pro.
Nessun uomo è solo mentre mangia gli spaghetti.
Negli Stati Uniti si mangia veramente male. In certi ristoranti con il conto ti portano anche la prognosi.
Sto pensando seriamente di mangiare sua moglie.
La mappa non è il territorio.Il menù non è il pranzo.Lo spartito non è la musica.
L'ora perfetta per mangiare è per il ricco quando ha fame, e per il povero quando ha qualcosa da mettere sotto i denti.
In generale il genere umano, sin dal miglioramento dell'arte culinaria, mangia due volte più di quanto lo richieda la natura.
Non ho intenzione di fare la fame per dimagrire. Voglio godermi la vita e non posso certo farlo se non mangio e sono triste.
Colui che non si preoccupa di quello che mangia non saprà preoccuparsi di nient'altro.
Questo è il mio consiglio se insisti a voler dimagrire: mangia quanto ti pare, soltanto non ingoiare.