Noi siamo gli infelici schiavi del nostro stomaco.- Jerome K. Jerome
Noi siamo gli infelici schiavi del nostro stomaco.
Ciò che l'occhio non vede, lo stomaco accetta senza rivolta.
È impossibile godere a fondo dell'ozio se non si ha una quantità di lavoro da fare.
È una strana cosa il letto, questa imitazione di tomba ove adagiamo le membra stanche e sprofondiamo quietamente nel silenzio e nel riposo.
Ogni persona ha ciò che non vuole, e ciò che vorrebbe l'hanno gli altri.
La sete è una compagna pericolosa.
Dimmi quello che mangi, e ti dirò chi sei.
L'unico modo di restare in salute è mangiare quello che non si vuole, bere quel che non piace, e fare quello che si preferirebbe evitare.
Colui che non si preoccupa di quello che mangia non saprà preoccuparsi di nient'altro.
Io nun divido gnente co' nessuno:fo er socialista quanno sto a diggiuno,ma quanno magno so' conservatore!
Se la gente si prende la briga di cucinare, dovresti prenderti la briga di mangiare.
Una crosta mangiata in pace è meglio di un banchetto a cui si partecipa con ansietà.
Solo i poveri sanno davvero mangiare, diceva Eduardo. Quella che vediamo di questi tempi non è attrazione per il cibo, è ossessione per il cibo come unico piacere, è la sostituzione dell'eros con il ricettario.
Non si dovrebbe ritornare al cibo altro che quando lo stomaco chiama con insistenza soccorso.
Il piacere della tavola è di tutte le età, di tutte le condizioni sociali, di tutti i paesi e di tutti i giorni; può associarsi a tutti gli altri piaceri, e resta ultimo a consolarci della loro perdita.
Gli uomini malvagi vivono per poter mangiare e bere; i buoni mangiano e bevono per vivere.