Noi siamo gli infelici schiavi del nostro stomaco.- Jerome K. Jerome
Noi siamo gli infelici schiavi del nostro stomaco.
Conobbi un uomo che all'ora della sveglia balzava subito dal letto e faceva un bagno freddo. Ma questo eroismo non serviva a nulla perché, dopo il bagno, doveva saltare di nuovo dentro al letto per scaldarsi.
È una strana cosa il letto, questa imitazione di tomba, ove adagiamo le membra stanche, e sprofondiamo quietamente nel silenzio e nel riposo.
È impossibile godere della pigrizia fino in fondo se non si ha parecchio lavoro da compiere.
Sii eloquente, profondo e tenero; guarda, con occhio limpido, nella natura e nella vita; apri le candide ali del trepido pensiero, e librati, spirito divino, sul mondo turbinoso al disotto, su per i lunghi sentieri delle stelle fiammeggianti fino alle porte dell'eternità.
È impossibile godere a fondo dell'ozio se non si ha una quantità di lavoro da fare.
Piacere è andar in compagnia,ora ad una locanda ora ad un'osteria,far preparar talvolta la cena ad un casino,far che serva da cuoco l'oste del Pellegrino,e ridere, burlare e bere una bottiglia...
Tu l'hai impastato, tu lo devi mangiare tutto.
Era una donna che parlava sempre di soldi, peggio di uno che mangia i piselli col coltello.
La dieta è una guerra. E se la dieta è una guerra, io faccio l'obiettore di coscienza.
Gli obesi vivono di meno: però mangiano di più!
È il dì dei Morti, allegri!Sotto le pergole si balla,si ride e si tracanna;passano i tram neri, di quelli che tornano a casa,per mangiare e sbevazzare:ceci e tempia di maiale...allegri, figlioli, che siamo fottuti!
L'umanità si è messa a girare le sue macchine e, vedendo che ne sgorgava oro, ha esclamato: È Dio! E quel Dio, essa lo mangia!
Mangiare carne è digerire le agonie di altri esseri viventi.
Chi mangia troppo è infelice sia mentre sta mangiando che dopo aver finito.
Non ho dubbio che appartenga al destino della razza umana, nel suo graduale miglioramento, smettere di mangiare animali, allo stesso modo che le tribù selvagge hanno smesso di mangiarsi l'un l'altra quando vennero in contatto con le più civili.