Noi siamo gli infelici schiavi del nostro stomaco.- Jerome K. Jerome
Noi siamo gli infelici schiavi del nostro stomaco.
Mi piace il lavoro, mi affascina. Potrei stare per ore seduto ad osservarlo...
A voler essere sinceri, lavorare è meno noioso che divertirsi.
È impossibile godere della pigrizia fino in fondo se non si ha parecchio lavoro da compiere.
La sorte del timido non è felice. Gli uomini non lo possono soffrire, le donne lo disprezzano, e lui si disprezza e non si può soffrire.
La sanità degli uomini sta più nell'aggiustato uso della cucina, che nelle scatole e negli alberelli speziali.
Gola è mantenimento della vita.
Il destino delle nazioni dipende dal modo in cui si nutrono.
Se vuoi star sano, non mangiare senza voglia.
Stasera la tavola è imbandita con ogni ben di Dio. Frutta, cacciagione, vino. Ma non mi piace mangiare così. Da solo. Vorrei la presenza di qualcuno... renderebbe tutto più buono. L'ideale sarebbe un'orfanella che guarda da dietro i vetri, mentre cade la neve...
Questo è il mio consiglio se insisti a voler dimagrire: mangia quanto ti pare, soltanto non ingoiare.
Ognuno dovrebbe vedersi mentre mangia.
Ma lasciate che io ceni, pur così afflitto;niente è più cane del ventre odioso,che costringe per forza a ricordarsi di lui,anche chi è molto oppresso e ha strazio nell'anima.
A tavola si seduce, si decidono le sorti delle Nazioni, si parla. E' un momento in cui immettendo del cibo e bevendo del vino hai uno stato di gioiosa alterazione.
Prima si dovettero inventare coltello e forchetta, e poi l'umanità imparò a mangiare correttamente.