Al giorno d'oggi per conoscere un uomo bisogna mangiare sette salme di sale.- Giovanni Verga
Al giorno d'oggi per conoscere un uomo bisogna mangiare sette salme di sale.
Lo sfortunato ha i giorni lunghi.
I poveretti sono come le pecore, vanno sempre con gli occhi chiusi dove vanno gli altri.
La gallina che cammina torna a casa con la pancia piena.
Tra suocera e nuora ci si sta in malora.
Fa il mestiere che sai, che se non arricchisci camperai.
L'appetito vien mangiando, diceva Angest di Mans, ma la sete se ne va bevendo.
Se in Italia vigesse il motto biblico: "Chi non lavora non mangia", molti italiani sarebbero condannati alla morte per fame.
Non ho intenzione di fare la fame per dimagrire. Voglio godermi la vita e non posso certo farlo se non mangio e sono triste.
Un uomo può ritenere di diventare più forte mangiando sempre così come diventare più saggio leggendo sempre.
Assicuro la gentile collega che può contare sulla mia solidarietà: tra un pasto e l'altro non prenderò cibo.
È arduo discutere con lo stomaco, che non ha orecchie.
Alcuni hanno carne e non possono mangiare, alcuni non possono mangiare ciò che desiderano. Ma noi abbiamo carne e possiamo mangiare, così che sia ringraziato il Signore.
Faceva onore alla tavola come un uomo condannato da quattro o cinque mesi alla cucina italiana, cioè una delle peggiori cucine del mondo.
Noi siamo gli infelici schiavi del nostro stomaco.
Se mentre mangi con gusto non hai allato a tia una pirsona che mangia con pari gusto allora il piaciri del mangiare è come offuscato, diminuito.