Per lo scrittore la bile può essere un buon ingrediente stilistico.- Joan Fuster
Per lo scrittore la bile può essere un buon ingrediente stilistico.
È difficile formulare una verità senza che essa appaia come un'insolenza.
L'uomo, da quando esiste, non ha fatto altro che correggere il mondo, cioè tutto ciò che Dio aveva creato e secondo il Genesi considerava buono.
E chissà se alla fine il destino di Romeo non era quello di essere un cornuto!
Il gioco è sempre una perdita: di tempo, se non altro.
L'adulterio è ormai una cosa pacchiana.
Alcuni scrittori prendono gusto al bere, altri al pubblico.
Una delle più diffuse ingenuità consiste nel ritenere che a furia di scrivere si possa diventare scrittori.
Tutti gli scrittori scrivono della loro infanzia! Se io scrivessi della mia non ti vorresti sedere nella stessa stanza con me.
Conosciuti bisogna diventare. E se uno scrittore resta abbastanza a lungo uno sconosciuto, di solito c'è una buona ragione.
Anche allo scrittore più onesto scappa una parola di troppo, quando vuole arrotondare un periodo.
Abba Eban, ministro degli Esteri d'Israele, è convinto che per uno scrittore la maggior fonte d'ispirazione è di sapere che, se non scrive, deve restituire l'anticipo che ha ricevuto per i diritti d'autore.
Gli scrittori si forgiano nell'ingiustizia come si forgiano le spade.
Se volete fare gli scrittori, ci sono due esercizi fondamentali: leggere molto e scrivere molto.
L'autore ragionevole non scrive per nessun'altra posterità che per la propria, cioè per la propria vecchiaia, per potere anche allora provar diletto di sé.
La prima cosa che lo scrittore inventa è il personaggio che scriverà le sue opere.