Per uno scrittore creativo, possedere la verità è meno importante di una sincerità emozionale.- George Orwell
Per uno scrittore creativo, possedere la verità è meno importante di una sincerità emozionale.
Il motivo sottinteso di molti socialisti, credo, è semplicemente un senso ipertrofico dell'ordine. L'attuale stato di cose li offende non perché causi miseria ma perché è disordinato; ciò che essi fondamentalmente desiderano, è ridurre il mondo a qualche cosa che assomiglia una scacchiera.
Il risultato di questo lungo allenamento è che, mentre il borghese, entro certi limiti, si aspetta di ottenere ciò che desidera, l'operaio si sente sempre lo schiavo di una più o meno misteriosa autorità.
Nel complesso gli esseri umani vogliono essere buoni, ma non troppo buoni e non per tutto il tempo.
I libri migliori sono proprio quelli che dicono quel che già sappiamo.
Uno scrittore è un uomo che con una musica gentile si tira vicino un lettore poi gli appiccica una frustata in faccia e questa frustata è salutare perché o fracassa una menzogna convenzionale o schianta in due un pregiudizio...
Una vocazione genuina porta lo scrittore a scrivere solo per sé: dapprima per orgoglio, poi per umiltà.
Alcuni scrittori per scrivere hanno bisogno della vena. Altri dell'avena.
Gli scrittori dovrebbero scrivere i libri come se dovessero essere decapitati il giorno che l'hanno finito.
Lo scrittore è colui che è sommamente, eroicamente incompetente di letteratura.
Lo scrittore deve insegnare a se stesso che la cosa più vile è aver paura.
Per uno scrittore lo scrivere è un verificare e rendere concreta la vita drammatica che trascorre.
Il compito primordiale dello scrittore di oggi è di essere «mitoclasta».
La cosa peggiore che può accadere a uno scrittore è non essere maturo per le sue stesse idee.
Uno scrittore professionista è un dilettante che non ha mai smesso di scrivere.